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Verso le Regionali, Graziano (PD): «Ecco perché dico no a Oliverio»

Il commissario regionale del Partito si apre al Quotidiano del Sud

Calabria
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Stefano Graziano
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COSENZA - La questione regionali nel Pd sembra risolversi in un Oliverio bis sì oppure no. Ne abbiamo parlato con il commissario regionale del partito, Stefano Graziano.

Perché non è andato al tavolo del centrosinistra?

«Non ho condiviso la scelta per una questione di merito e di metodo. Di metodo perché non si può convocare un tavolo in 24 ore e di merito perché l’iniziativa è stata presa nel pieno di una gravissima crisi di governo, il cui esito potrebbe aprire nuovi scenari politici. Impensabili, fino a pochissimi giorni fa. A quel tavolo, inoltre, c’erano assenza significative e, mi sia consentito, è apparso un tentativo goffo di difendere una posizione ormai superata».

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Oliverio ha governato bene ma deve fare un passo indietro. Non le sembra contraddittorio?

«Non c’è contraddizione perché se su un piatto della bilancia mettiamo i risultati ottenuti come governo regionale sull’altro dobbiamo pesare una condizione di logoramento politico della maggioranza e una rottura con l’opinione pubblica calabrese. Il risultato elettorale delle ultime Europee parla chiaro, anche in Calabria c’è stata l’onda leghista che non possiamo permetterci di subire anche alle prossime regionali. Da qui la necessità di mettere in campo innovazione, condivisione e cambiamento».

In cosa ha fallito Oliverio?

«Non è il momento di fare borsini e pagelle. Oggi se vogliano competere non possiamo ripresentarci agli elettori e rivendicare solo il lavoro svolto alla Cittadella. Ci vuole rinnovamento, come abbiamo spiegato in tutte le sedi di confronto, per dare slancio al nostro campo politico. Inoltre, non si possono ignorare le crescenti difficoltà del governo regionale nel dare risposte ai problemi dei calabresi.

Non teme una spaccatura nel PD se Oliverio dovesse andare avanti comunque?

«Questo è il momento della responsabilità e della generosità. L’obiettivo principale del mio mandato da commissario è tenere unito il Partito democratico e il centrosinistra. Quando il Partito nazionale ha disposto il commissariamento lo ha fatto proprio per salvaguardare l’unità. Io credo, anzi mi auguro, che prevalga il senso di responsabilità verso il partito e la Calabria e che nessuno anteponga l’io al noi. Prima della pausa estiva, insieme al responsabile nazionale per il Mezzogiorno Oddati, abbiamo chiesto al governatore di essere protagonista del processo di rinnovamento».

Si, ma qual è l’alternativa a Oliverio? Alcuni candidati sono già in campo mentre voi vi attardate in questa specie di referendum...

«Innanzitutto credo che la scelta del candidato governatore debba avvenire dopo aver definito alleanza e programma. Il Pd ha già detto che si parte dal centrosinistra e si punta ad un allargamento a tutte quelle forze civiche, quei soggetti e quelle personalità che credono nella necessità di aprire una nuova stagione politica in Calabria».

Perché no alle primarie?

«Dobbiamo tenere unito il partito, concentrarci sulla Calabria. Le primarie, allo stato attuale, sarebbero una conta interna lacerante, invece dobbiamo concentrare tutte le nostre energie sul progetto politico, parlare all’esterno e non al nostro ombelico. Allo stato attuale, le primarie sarebbero un pericoloso boomerang dagli effetti devastanti. Io ho già detto, invece, che è il momento della lealtà e della responsabilità».

È immaginabile un’alleanza PD 5 stelle in Calabria? Come la prenderanno le rispettive basi?

«È presto per dirlo. Attendiamo gli sviluppi della crisi di governo».

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