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Il presidente Roberto Occhiuto sale sul treno destinazione Roma

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COSENZA – È un duro lavoro, quello di cambiare la Calabria, ma qualcuno deve pur farlo. Roberto Occhiuto si è preso quest’onere e non si può certo dire che si sta risparmiando. Dopo avere lavorato sabato scorso in Cittadella, ieri, nonostante fosse la domenica del Ponte di Ognissanti, ha lavorato pure. E’ andato e tornato da Roma, nella stessa giornata, e sempre a favore di social.

Ma la comunicazione è etera, mentre in Calabria ci sono molti problemi da affrontare a partire dalla sanità che ci regala ancora storie ai limiti dell’assurdo. Occhiuto è stato appena eletto e ancora non sembra avere le idee chiare sulla squadra. Ieri ha fatto sapere di questa visita lampo a Roma perché «ho qualche altro incontro propedeutico alla formazione della giunta e della squadra che dovrà aiutarmi a cambiare la Calabria».

E che ci sia necessità di recuperare il tempo perduto, il neo presidente ne è consapevole «Non sarà un impegno facile – ha aggiunto a proposito del programma di governo – ma la Calabria la cambieremo». «Non la cambieremo in un anno o due – ha poi precisato Occhiuto – ma già dai primi mesi qualche risultato concreto cominceremo a renderlo evidente».

Tempo fa aveva spiegato nel forum del Quotidiano che uno dei problemi che avrebbe aggredito subito è quello della depurazione non solo perchè strategico ai fini del turismo, ma anche perchè potrebbe dare risultati immediati già nell’immediato. Per farlo, però, bisogna superare quello che lo stesso Occhiuto ha definito «il deficit di capacità amministrativa» della Calabria. I fondi della depurazione sono fermi da anni perchè molti comuni non hanno le capacità tecniche di mettere in piedi gare delicate come quelle relative alla realizzazione o efficientamento dei depuratori. Così i soldi restano nei cassetti, mentre Bruxelles continua a comminare multe salatissime all’Italia per le infrazioni della Calabria. Una delle tante situazioni complesse da risolvere.

Ma per farlo serve una squadra, anche politica, competente. Su questo Occhiuto ha mantenuto uno strettissimo riserbo. Ieri dicevamo che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe optare per assegnare un assessorato ad ogni partito, con la presidenza del consiglio che potrebbe essere una postazione da giocare per far completare il puzzle. Con questo schema Occhiuto avrebbe tre caselle libere per chiamare qualche esterno di grande competenza che possa aiutarlo sui dossier più spinosi.

Chi non vede l’ora di fare la sua parte è la Lega. Ieri Saccomanno, commissario regionale del partito, annunciava in maniera trionfale che le proclamazioni non hanno prodotto le sorprese che qualcuno prevedeva. Tutti e quattro i consiglieri regionali sono stati confermati e adesso il Carroccio è pronto. «Sarà, certamente, una compagine competente, capace, impermeabile che saprà affrontare tutti i problemi e che raggiungerà risultanti eclatanti. Via chi non è capace o è legato al passato ambiguo ed ora al lavoro per trasformare una regione che merita risultati diversi e che, sicuramente, ci saranno. La Lega farà il massimo per dare quel contributo forte  e di novità, potendo essere finalmente quel quid in più che innalzerà il valore della nuova squadra».

Bisogna vedere quale sarà questo ruolo. L’ipotesi di una vicepresidenza da assegnare a Nino Spirlì sembra allontanarsi e difficilmente al Carroccio toccherà più di un assessorato. Cataldo Calabretta ha chiesto di restare in Sorical, ma nulla esclude che alla fine possa essere lui ad entrare in giunta. C’è l’area centrale, però, che spinge. Con il deputato Domenico Frugiuele che ha ottenuto il miglior risultato arrivando ad eleggere due consiglieri: Mancuso e Raso. Lui chiede una postazione per il primo. Ma è difficile fare pronostici non solo per il riserbo di Occhiuto ma anche per il tutti contro tutti che si è innescato nella Lega.

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