Florindo Rubbettino

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Florindo Rubbettino ha detto no. Non sarà l’editore di Soveria Mannelli il candidato del Partito Democratico alle prossime regionali.

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Decisive, nella scelta dell’imprenditore, sono state le tensioni che si registrano all’interno del Movimento 5 Stelle che pare ormai orientato a presentare una lista autonoma con un proprio candidato presidente. Anche l’eventuale assenza dalla competizione del Movimento avrebbe potuto indurre Rubbettino ad una scelta diversa.

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Invece senza i grillini, e con Matteo Renzi che da tempo ha deciso di non presentare liste in questa tornata, Rubbettino ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per un suo impegno in politica.

La sua decisione verrà formalizzata ufficialmente già questo pomeriggio con una nota.

Intanto si vivono ore cariche di tensione per i colonnelli lealisti del PD che sull’asse Roma-Bologna (dove sono in corso iniziative a sostegno del presidente Stefano Bonaccini) sono alla spasmodica ricerca di un piano B.

LA NOTA DI RUBBETTINO

Come preannunciato, l’imprenditore calabrese ha voluto affidare ad una nota le ragioni del suo rifiuto: «Ringrazio le tantissime persone che mi hanno incoraggiato a candidarmi – ha scritto Rubbettino – e mi scuso di non averle potute ringraziare una per una. Ho colto soprattutto nei messaggi dei più giovani quell’energia viva che potrebbe davvero cambiare questa terra. E in quelli di tante madri e padri la preoccupazione e talvolta la disperazione per le prospettive che potrebbero attendere i propri figli».

Proprio per questo sostegno Rubbettino ha «interrogato a lungo la mia coscienza di uomo, di padre e di calabrese. Riconciliare la Calabria, ridarle speranza nelle proprie infinite possibilità economiche, mettere assieme le differenze culturali del territorio per farne una grande ricchezza di tutti sarebbe stato – ha spiegato – il mio sogno e per questo sogno e per tutte quelle persone che me lo hanno chiesto avrei accettato la sfida e il sacrificio che questo avrebbe comportato».

Tuttavia, però, «ho potuto constatare che non ci sono le condizioni nel quadro politico calabrese per fare tutto ciò. Il campo del centro sinistra è molto più diviso di quello che mi sarei aspettato. Da quanto si legge già dai primi segni sarei stato coinvolto in una lotta dilaniante in cui non si vede volontà di ragionare superando le divisioni tra partiti e all’interno degli stessi partiti, in cui non si sa nemmeno distinguere l’impegno civico per servire la propria piccola comunità, quella più prossima dove crescono i propri figli, dalle logiche di fazione».

Pertanto «ringrazio i cittadini, il segretario del Pd Nicola Zingaretti e le altre forze politiche che mi hanno onorato del loro apprezzamento. Continuerò a servire questa terra con il mio lavoro, con l’impegno imprenditoriale ed editoriale attraverso il quale ho sempre provato a generare un forte sprone al cambiamento. Farò tesoro di questo immenso capitale di apprezzamento e simpatia che mi è arrivato dai calabresi e non smetterò mai di impegnarmi per la valorizzazione di questa terra e per stimolare idee e progetti di futuro dialogando sempre con le tantissime persone che hanno a cuore questa regione».

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