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Luigi De Magistris

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Niente San Valentino alle urne per i calabresi. Dopo essersi molto adirato per l’immobilismo del Governo nazionale, il presidente f.f., Nino Spirlì, ha deciso di prendere in mano la situazione ed ha avviato tutte le procedure per il rinvio della data elettorale (LEGGI LA NOTIZIA).

In una dichiarazione dice che verrà individuata una nuova data ma sempre nella forbice che aveva indicato il Consiglio dei Ministri, ovvero fra il 10 febbraio e il 15 aprile. La data più prevedibile è quella dell’11 aprile che è l’ultima domenica utile.

LEGGI LA NOTIZIA SULLA FISSAZIONE DELLA NUOVA DATA ELETTORALE ALL’11 APRILE

Lo sapremo a breve in quanto Spirlì ha annunciato che in questi giorni si confronterà con il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro. Ma nemmeno in questo caso saremo sicuri della data perché molto dipende dall’andamento della pandemia.

Se i dati in primavera non dovessero migliorare, il Governo potrebbe decidere di far slittare tutto accomunando il voto delle regionali con quello delle amministrative previsto per maggio/giugno.

Proprio i dati epidemiologici hanno consigliato a Spirlì il rinvio. Basti pensare che negli ultimi due giorni in Calabria si sono registrati undici morti e oltre 700 contagi, con un indice di positività del 18,33%.

Non solo, ma come ricorda nella sua nota lo stesso Spirlì c’è il recente parere del Cts nazionale, oltre che i dati inseriti nell’ultimo monitoraggio dell’Iss, secondo cui la Calabria ha un Rt che supera la soglia di allarme (1,09) e che è compatibile con uno scenario di tipo 2.

Questo significa che il Governo potrebbe decidere di allungare le misure restrittive oltre le festività natalizie. Insomma la situazione sanitaria impone di rinviare il voto e poco importa che nella maggioranza in molti spingevano per votare subito. «Quanto a presunte frizioni politiche le Ngate a questa scelta – ha detto Spirlì –, ribadisco che in campo c’è solo il buon senso che contraddistingue da sempre questa amministrazione».

Chiaramente il rinvio rimescola nuovamente le carte del tavolo delle trattative.

I tre leader nazionali del centrodestra avranno più tempo per individuare un candidato all’altezza di Jole Santelli per dirla con Berlusconi. Il centrosinistra avrà tutto il tempo per una ricomposizione delle fratture in atto. I tavoli virtuali avviati dal commissario del Pd, Stefano Graziano, non hanno portato, per ora, a una scelta definitiva, ma a una suggestione sì che è quella della candidatura del sindaco di Napoli, Luigi de Magitris.

L’ex magistrato è un nome molto gradito ai 5 Stelle e potrebbe essere la chiave giusta per chiudere l’accordo col Pd. Il diretto interessato chiuderà il suo secondo mandato da sindaco in estate e quindi potrebbe pensarci seriamente.

Non a caso qualcosa trapela dalle tante interviste che sta rilasciando in questi giorni. Una ci ha colpito in modo particolare ed è quella rilasciata a Conchita De Gregorio per Repubblica.

Qui non solo l’ex magistrato non esclude questa eventualità, ma sembra anche fare un’apertura alla candidatura di Roberto Fico a sindaco di Napoli, mettendo nel caso da parte la candidatura di un suo assessore. In questo modo il rapporto con i 5 Stelle diventerà più solido e faciliterebbe la candidatura in Calabria.

Bisogna vedere, però, come prenderà la cosa il Pd che negli anni delle inchieste “Why Not” e “Poseidone” ha avuto un rapporto molto burrascoso con il magistrato. Sotto questo profilo ci sono tanti che prefigurano la nascita di un terzo polo che riporterebbe al centro un progetto più politico e meno populista per la Calabria.

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