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Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione Calabria

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Una decisa apertura al Partito democratico e al Movimento cinque stelle. Sembra incrinarsi l’intransigenza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris rispetto al capitolo alleanze elettorali per la corsa alla Regione Calabria.

Se, per settimane, l’ex pm ha risposto con un categorico “no” ai ripetuti appelli all’allargamento del “fronte progressista” e alle primarie, l’inattesa svolta arriva nero su bianco in un’intervista pubblicata da il Mattino.

Titolo quanto mai esplicito: «Pd-M5S, in Calabria pronto a un laboratorio». Il modello proposto è quello dell’Emilia Romagna: fronte largo senza simboli di partito. La chiave di lettura è, evidentemente, legata anche all’altro appuntamento elettorale che vede de Magistris in prima linea: le comunali di Napoli dove il sindaco uscente si dice pronto all’intesa con il centrosinistra.

Ma è sulla Cittadella che si gioca la “partita della vita” per l’ex magistrato. Una partita che vede de Magistris in attacco: «Il dialogo non è ancora consumato del tutto e passa per la Calabria. Finora i segnali sono che non mi vogliono. Conte non mi ha chiamato ancora, prima di discutere di ogni cosa vediamo se vogliono dialogare con noi».

Tuttavia aggiunge: «La base del M5S mi vuole come candidato. In questi giorni diversi esponenti del M5S calabresi mi hanno detto di aver fatto numerosi incontri con Conte e che mi avrebbero chiamato. Sono passati 20 giorni, il mio telefono non è criptato, ce l’ha il popolo, i servizi segreti e la batteria del Viminale. Anche in questo serve chiarezza».

Ma la porta è spalancata: «Fissiamo una data e ci vediamo ma non è il tavolo del centrosinistra. Il tempo non è scaduto, abbiamo 4 mesi davanti a noi».

Quindi, i rapporti con i versanti democrat: «Io sono stato chiamato avendo rapporti buoni costanti con i vertici del Pd e del M5S. Ma dal Pd non hanno fatto una proposta di dialogo: dopo avermi detto che sono una grande risorsa per il Paese mi hanno chiesto di farmi da parte per trovare una candidatura che potesse unire. Se sono una grande risorsa come mai non posso esserlo per la Calabria?».

La fuga dei dem verso il polo civico, ricorda infine de Magistris, è già un dato di fatto. «Se non dovessi vincere io, vince il centrodestra e loro avrebbero difficoltà ad arrivare anche all’8%. Io questo trovo sia una miopia politica di Letta e Conte. Capisco che un pezzo di ceto politico calabrese mi veda con un diavolo ma c’è tanta gente del Pd che sta venendo con me».

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