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Maria Antonietta Ventura, candidata alla presidenza della Regione Calabria per Pd e M5S

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COSENZA – Alla fine dopo settimane di passione, Roma ha deciso e lo ha fatto sopra la testa di tutti. Il candidato dell’alleanza Pd-M5s sarà l’imprenditrice Maria Antonietta Ventura, classe ‘68, madre di due figli, alla guida dell’azienda di famiglia leader in Europa per le forniture di armamenti ferroviari a scartamento ridotto e terza a livello nazionale per forniture a Reti ferroviarie italiane.

Una donna entrata poco più che ventenne al timone di un mondo “maschile” fatto di ferro e cantieri. Un’esperienza che certamente le avrà forgiato il carattere.E di carattere ne ha molto bisogno visto il modo in cui si è arrivati alla sua candidatura.

Basti pensare che ieri mattina è stato Giuseppe Conte a prendere i suoi in contropiede “chiamando” in fretta e furia una call con la deputazione calabrese. I parlamentari grillini erano all’oscuro di tutto e durante la call cercavano disperatamente informazioni su chi fosse la signora.

Conte però è stato categorico: De Magistris è politicamente inaffidabile, ha detto, e la scelta di siglare l’alleanza con il Pd è strategica in chiave futura. Insomma Conte ha parlato da leader di un futuro raggruppamento di sinistra e questo spiega anche il suo attivismo nella scelta dei candidati, non solo in Calabria.

Peggio ha fatto, more solito, il Pd. Il responsabile degli enti locali, Francesco Boccia, ha convocato i dirigenti calabresi alle 16,30. La notizia, però, era stata già bruciata dalla stessa Ventura che, interpellata dall’Ansa all’ora di pranzo, aveva dichiarato di essere emozionata ma al tempo stesso pronta alla sfida. A ruota era seguito il comunicato congiunto di Letta, Conte e Speranza a mettere il sigillo su questa scelta.

Inutile dire che la cosa ha fatto innervosire i dirigenti locali che già avevano dovuto rinunciare al loro candidato, Nicola Irto. Qualcuno ha contestato apertamente il metodo utilizzato ovvero senza alcun coinvolgimento del territorio, altri hanno tenuto un atteggiamento a dir poco freddo. Ma la scelta ormai è compiuta quindi non si è andati al di là di qualche invettiva. Anzi alla fine tutti si sono allineati e coperti, diffondendo in serata un comunicato molto chiaro.

«Con la scelta di candidare  Maria Antonietta Ventura alla presidenza della Regione Calabria ci auguriamo si chiuda la fase delle divisioni, della disillusione e del disimpegno per aprine una in cui i sogni e le speranze dei calabresi diventano atti concreti di cambiamento». E’ quanto si legge in una nota diffusa dal gruppo dirigente del Pd calabrese. «E’ una candidatura di spessore – è scritto nella nota – un esempio concreto di resilienza imprenditoriale e impegno sociale grazie alla quale si potrà sicuramente allargare il fronte del  centrosinistra. Vogliamo ringraziare per l’ennesima volta Nicola Irto che aveva accettato di mettersi in gioco in prima persona  per poi anteporre il noi all’io».

Tutto rientrato, dunque, anche se i rumors parlano di una riunione molto accesa fra gli eletti calabresi e Boccia, con i primi che si sono detti molto risentiti per il metodo scelto. Il punto è che nessuno sa come sia venuto fuori il nome della Ventura, rimasto coperto fino a ieri. L’unica cosa che sappiamo è che alla scelta si sarebbe arrivati dopo che Pd e M5s avevano compilato una “short list” di nomi di possibili candidati, con la ferma intenzione di individuare una figura femminile. Tra i “papabili”, la magistrata Gabriella Reillo e Marisa Manzini. Sarebbe però stato Conte in persona a dire no alla candidatura di magistrati inaugurando una inedita stagione garantista del Movimento. Giochi romani, appunto, che hanno completamente esautorato i dirigenti locali.

Un brutto segnale per quest’ultimi se questa tendenza verrà portata fino alle estreme conseguenze come ha fatto intendere Giuseppe Conte nella call con i suoi. Li ha invitati, infatti, ad aprirsi al massimo alla società civile. Un’esigenza dettata non solo dalla necessità di cambiamento ma anche dallo stato delle cose. Il “marchio” M5s non tira più ed è sempre più difficile recuperare voti. La riprova sta nelle ultime regionarie che si erano tenute sull’ex piattaforma Rousseau. Basti pensare che per la circoscrizione di Reggio Calabria si erano candidati solo in sette, contati. Fra l’altro molti di loro anche con riserva si erano cioè detti pronti a ritirare la disponibilità in caso di alleanza con il Pd.

Insomma Conte deve ripartire da zero o quasi e la Calabria è davvero un laboratorio politico in cui il risultato elettorale conta fino alla curva. L’ex premier si è detto convintissimo della scelta per le caratteristiche personali della Ventura e anche per il fatto che vive e risiede nella provincia di Cosenza. San Lucido per l’esattezza dove il marito è sindaco. Un modo per contrastare il cosentino Roberto Occhiuto visto che Nicola Irto, con la sua ottima dose di consensi, garantisce un’ottima copertura sul fronte sud.

Adesso non resta che attendere la formazione delle liste. C’è tempo fino al 10 settembre. La Ventura avrà il suo da fare per individuare i candidati giusti e per cercare di ricucire il più possibile gli strappi che si sono prodotti in queste settimane all’interno del Pd.

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