X
<
>

L'ex governatore della Calabria Mario Oliverio

Tempo di lettura 2 Minuti

I “senatori” della squadra di Oliverio spingono verso de Magistris. Soprattutto l’ala reggina degli esponenti dem rimasti fedeli all’ex governatore Mario Oliverio è per un “accordo tecnico” con l’ex pm, candidato governatore a capo di un gruppo civico, che già annovera diversi nomi noti del centrosinistra.

Ma pressioni, affinché si pervenga ad un accordo con Luigi de Magistris, arrivano pure da navigati politici dalla provincia di Cosenza, in procinto di lasciare il Pd, dopo l’offesa ricevuta dal Nazareno che, in questa fase delle alleanze, in vista delle regionali, ha completamente ignorato Oliverio e le numerose istanze provenienti da una parte del partito calabrese, che non ha condiviso il modo con cui la segreteria nazionale dem ha scelto e “imposto” il candidato governatore in Calabria. Ieri, due consiglieri regionali, hanno dovuto precisare che certamente non stanno allontanandosi da Oliverio, anzi.

Sabato scorso è arrivato in Calabria il segretario del Pd, Enrico Letta, per tenere a battesimo la candidatura della scienziata Amalia Bruni (LEGGI), prescelta assieme al M5s. Presenti all’appuntamento molti autorevoli esponenti dem: commissario regionale del partito, parlamentari calabresi, membri del gruppo dirigente Pd, consiglieri regionali, presidenti di Province e via discorrendo.

Dei big, mancava solo Oliverio e la sua cordata, le cui istanze, in quest’ultimo periodo, sono completamente non considerate. Oliverio, però, quel giorno si è fatto sentire lo stesso, scrivendo una lettera aperta al segretario Letta (LEGGI).

Una lettera dura, forse l’ultima scritta dall’ex governatore da uomo del Pd. Chi ben conosce il “vecchio lupo della Sila” – dimenticato da chi avrebbe dovuto ricordare ed avere rispetto dei suoi trascorsi nel centrosinistra italiano e, soprattutto, del suo attuale, non indifferente seguito politico fatto da consiglieri regionali, sindaci e imprenditori calabresi – sa che Oliverio non se ne starà con le mani in mano e già avrebbe pronunciato la sua funesta profezia. Come quel sortilegio lanciato nella “Bella addormentata” dalla fata dimenticata dal Re e per questo diventata Malefica.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA