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La sede del Consiglio regionale della Calabria

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CATANZARO – Si proclama, non si proclama. Si sfoglia la margheritina, nell’attesa che Roberto Occhiuto passi dalla Corte d’Appello di Catanzaro per formalizzare l’elezione alla Presidenza che già nei fatti è operativa. Una ufficializzazione che serve a sbloccare tutte quelle procedure amministrative, burocratiche, politiche che spingeranno nel vivo la nuova legislatura. 

Il percorso per la proclamazione, sia del neo presidente sia dei consiglieri regionali eletti il 3 e 4 ottobre, si rivela particolarmente accidentato e quindi rallentato. La causa, secondo quanto emerge da indiscrezioni filtrate dalle segreterie dei partiti della coalizione di centrodestra, sarebbero i tempi dei riconteggi delle schede e le verifiche dei verbali degli scrutini.

Un surplus di lavoro per i funzionari della Corte d’Appello complicato proprio dalla “prima volta” dell’entrata in vigore della legge sulla doppia preferenza di genere. Sembra, infatti, che per alcuni partiti risulti qualche discrasia tra i voti di preferenza ottenuti dai candidati e i voti attribuiti alla lista: in alcune sezioni, le “croci” sui simboli dei partiti sarebbero stati conteggiati facendo una somma di tutti i voti di preferenza e senza scindere i voti di genere. Praticamente, se in una scheda risultano la preferenza ad un candidato e ad una candidata, per la lista il voto da conteggiare è sempre uno, mentre sembra che in alcune sezioni ne sarebbero segnati due.

Da quanto si mormora nelle segreterie dei partiti del centrodestra in attesa, se questa situazione fosse confermata, a correre qualche rischio in più sarebbe la Lega. Gli addetti ai lavori, quelli che maneggiano il metodo d’Hondt a differenza degli umani mortali, sostengono che i salviniani potrebbero perdere almeno un seggio: a beneficiare di questo riconteggio, insomma, dovrebbe essere la lista di “Forza Azzurri”, indietro al Carroccio per poco più di 1.500 voti. Una situazione analoga potrebbe subirla anche l’opposizione, dove si parla di un seggio conteso tra de Magistris (che lo perderebbe) e M5S (che lo guadagnerebbe).

A farne le spese, sempre per la sacralità dell’assegnazione dei seggi tenendo conto dei misteriosi “quozienti pieni” e dei resti, sarebbe la rappresentanza della Lega nell’area centrale della Calabria (Pietro Raso fuori, Tranquillo Paradiso dentro?). Vedremo se i guru dei flussi ci avranno preso: nell’attesa della proclamazione, la fantapolitica e la cronaca delle indiscrezioni tengono da sempre banco.

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