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Jole Santelli subito dopo la vittoria elettorale

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L’ultima immagine che resta negli occhi dei calabresi è la sua gioiosa tarantella, in quel di San Giovanni in Fiore, per festeggiare la vittoria a sindaco dell’amica Rosaria Succurro.

Un episodio che le aveva attirato molte critiche, alcune delle quali feroci oltre il consentito.

A guardarlo oggi, con una Calabria sgomenta per l’improvvisa scomparsa della presidente della giunta regionale Jole Santelli, quel ballo ha altro significato. Non era manifestazione di arroganza del potere bensì tutto il suo immenso, ostinato desiderio di vivere.

Tutta la semplicità di una donna che ha avuto una carriera politica eccezionale ma che ha sempre voluto farsi chiamare da tutti semplicemente Jole come disse lei stessa il giorno dopo la vittoria delle elezioni regionali.

LO SPECIALE SULLA MORTE DI JOLE SANTELLI

Jole Santelli è stata la prima presidente donna a governare la Regione Calabria. Una scelta nata al termine di un lungo travaglio politico che le aveva riservato anche qualche amarezza per alcune reazioni dei suoi stessi alleati rivelatasi fuori contesto. Ha governato solo per otto mesi, troppo pochi per esprimere un giudizio politico soprattutto se si considera che in questi mesi è accaduta la fine del mondo sotto forma di pandemia globale.

Alcune tracce della sua azione di governo erano però già intuibili come la voglia ostinata di far recuperare ai calabresi l’orgoglio dell’appartenenza a questa martoriata terra. Il tentativo di far uscire la Calabria dal suo provincialismo e proiettarla con una nuova immagine nel panorama nazionale.

Da qui la scelta di mettere a capo della film commission un mostro sacro della televisione italiana come Giovanni Minoli o ancora la realizzazione di un corto promozionale realizzato da Gabriele Muccino e interpretato da Raul Bova. Proprio il corto doveva essere presentato in anteprima nazionale alla festa del cinema di Roma martedì prossimo.

La Santelli ci teneva molto ed aveva allertato tutti i suoi consiglieri invitandoli ad essere presenti alla proiezione. Non ha avuto il tempo di fare altro per la sua terra perché la malattia ha corso più veloce di lei.

La Calabria perde una persona di grande spessore politico. Aveva esordito giovanissima direttamente dal portone principale della politica. Nel 2001 quando Silvio Berlusconi volle candidarla alla Camera nel collegio uninominale di Paola, sacrificando vecchi tromboni della politica, in molti ironizzavano su questa ragazza dal viso bellissimo e dal sorriso dolce.

Di lei si sapeva davvero poco se non dei suoi brillanti trascorsi da avvocato prima nello studio di Tina Lagostena Bassi, quindi con Vincenzo Siniscalchi, infine entra nello studio di Cesare Previti. Incurante dello scetticismo che la accompagnò in questa sua prima candidatura venne eletta con ampi consensi e Berlusconi decise di farne il suo Sottosegretario alla Giustizia ne primo e terzo governo.

Un ganglo vitale per gli equilibri Azzurri che ponevano il tema della riforma della giustizia come battaglia politica centrale. La Santelli si mise subito in evidenza per il suo modo determinato e nel tempo stesso dolce di svolgere il compito. Facilitata in questo anche dal fatto che il Ministro era il leghista Castelli, ingegnere della Biranza poco addentro alle questioni giuridiche. Erano gli anni d’oro del berlusconismo, Forza Italia sembrava agli italiani la forza politica capace davvero di imprimere una modernizzazione del Paese sin dal claim delle famose tre “i”: internet, inglese e impresa.

Da allora fino alla sua elezione otto mesi fa a Governatrice la Santelli è stata ininterrottamente deputato per Forza Italia, ricoprendo anche il ruolo di Sottosegretario al Lavoro nel Governo di larghe intese guidato da Enrico Letta. Incarico che mantenne fino a quando si dimise dopo che Berlusconi aveva deciso di collocarsi all’opposizione. Il suo è un esempio di coerenza politica che non è mai venuto, nemmeno negli anni più bui del partito. 

Non a caso è stata coordinatrice regionale della Calabria di Forza Italia e quando si doveva decidere della candidatura del centrodestra alle regionali Berlusconi troncò ogni ragionamento dicendo “Mi fido solo di Jole”. Dal 28 giugno 2016 ha ricoperto gli incarichi di vicesindaco e assessore alla cultura della città di Cosenza nella giunta guidata dal sindaco Mario Occhiuto. Nel 2018 è rieletta alla Camera nel proporzionale in Calabria. Il 1º agosto 2019 Berlusconi nomina un nuovo Coordinamento del partito composto da Sestino GiacomoniAntonio Tajani e le due capigruppo Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini[ e l’anno seguente anche da Gianni LettaNiccolò GhediniLicia Ronzulli, Jole Santelli e lo stesso Berlusconi in occasione delle riunioni tenute durante l’emergenza COVID-19

Il 12 maggio Berlusconi nomina un nuovo coordinamento di 14 persone tra le quali c’è anche la Santelli. Subito dopo la malattia contro cui combatteva con grande coraggio da più di un anno. Avrebbe compiuto 52 anni a dicembre. Lascia le due amate sorelle Roberta e Paola e i suoi adorati tre nipotini.

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