Luigi Di Maio con Beppe Grillo

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COSENZA – E’ diventato ormai un dialogo fra sordi quello fra il Pd e il M5s. La nuova puntata delle telenovela sull’accordo dice che Luigi Di Maio, ospite di “Agorà” su Rai3 alla giornalista che gli chiedeva di un accordo sul nome dell’imprenditore Pippo Callipo ha risposto «No, smentisco anche questo, non c’è nessun accordo con il Pd».

In questo caso però Di Maio mente perchè proprio questo è il tema. Il MoVimento sta chiedendo al Pd di rinunciare al simbolo per costruire una coalizione nuova e fare di Calabria ed Emilia Romagna dei laboratori. Una sorta di riedizione dell’Ulivo in cui i simboli dei partiti dovrebbero essere messi in secondo piano per la nascita di un soggetto nuovo che può rafforzare, al di là del risultato, il Governo nazionale che passerebbe da una coalizione di emergenza ad un compiuto progetto politico.

Il problema come sempre sono i tempi. E’ difficile costruire questa cosa in meno di trenta giorni e poi spiegarla agli elettori, ma i contatti ci sono.
Due giorni fa, ad esempio, il coordinatore dei grillini, il deputato Paolo Parentela ha incontrato a Roma il ministro Dario Franceschini e il commissario regionale del partito, Stefano Graziano. I due pare abbiano assicurato liste completamente rinnovate, capeggiate da donne e con molti giovani candidati. La concessione però ai grillini non è bastata e quindi si è punto e a capo. Oggi ci dovrebbe essere un nuovo vertice, questa volta tutto interno al Pd ma le richieste del Movimento sembrano davvero troppo alte.

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