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UN appello accorato a tutti i vertici istituzionali dello Stato quello rivolto dai Democratici riformisti Calabria affinché ci sia «in questo momento difficilissimo per ll mondo intero, per l’Europa e per l’Italia attenzione verso la nostra Regione, la Calabria».

I Democratici riformisti, da calabresi, denunciano come «già troppi errori sono stati fatti a discapito della nostra Regione, una miscela di inerzia, incompetenza ed interessi privati ci ha portati ad essere qualificati zona rossa non tanto e non solo per l’infuriare dell’epidemia (che pure sta provocando tanto dolore e tante vittime), ma per l’incapacità del sistema sanitario a far fronte alla situazione».

Tralasciando, per il momento, l’approfondimento «sulle responsabilità di chi ha pensato che il bilancio dello Stato fosse più importante della salute dei cittadini, ritenendo l’umanità immune dalle epidemie del passato», gli autori della missiva chiedono soprattutto «senso delle istituzioni e rispetto».

Ricordando come «il Governo ha deciso di Commissariare tutta la sanità Calabrese perché non riteneva la Regione in grado di far fronte alla situazione» i Democratici riformisti sostengono come questa sia «una scelta sensata se e quando lo Stato dimostrerà di essere capace di intervenire, confrontandosi con le Istituzioni Locali (compresa la Regione) e con chi lavora tutti i giorni con la malattia e l’assistenza nei territori».

Ma «sarà un errore tragico se le scelte necessarie non saranno fatte immediatamente, tenendo conto di criteri come la competenza e la professionalità, dovendo, inoltre, valutare anche la capacità di ascolto di chi sarà investito del ruolo, poiché spesso le soluzioni più efficienti vengono dai territori».

Malgrado quanto accaduto negli ultimi giorni, dal Caso Cotticelli (LEGGI) al caso Zuccatelli (LEGGI) «ad oggi il commissario non è stata nominato. Questo non è il giusto modo di affrontare la situazione. Tutto ciò non è più ammissibile anche per le note e grottesche, se non fossero tragiche, sortite mediatiche di coloro a cui era stato affidato un ruolo fondamentale da parte del Governo».

Quindi, «se i contrasti all’interno della Maggioranza sono tali da impedire al Ministro della sanità di scegliere, si riconosca alla Regione il diritto dovere di intervenire ed il Governo ne tragga le sue conclusioni, perché non è pensabile una politica e delle Istituzioni non in grado di assumere una scelta da cui dipende la vita di molti dei suoi cittadini. Non ci sono più scuse – denunciano i democratici – la colpa di aver mantenuto un Commissario incapace di affrontare la situazione, oggi non può, a seguito delle sue dimissioni, essere perpetrata con altre scelte sbagliate e ritardi da far arrossire la Prima Repubblica».

In conclusione viene rimarcato come «noi, come tutti i calabresi siamo pronti a collaborare, siamo pronti a sostenere scelte forti: utilizziamo gli immobili confiscati alla mafia per rispondere all’esigenze sanitarie. E con responsabilità, se necessario, sapremo rinunciare a piccoli Ospedali di zona, a patto che, si costruisca la sanità sul territorio, si contrastino gli interessi privati che hanno gravemente danneggiato la sanità pubblica calabrese, ma, vi preghiamo, date delle risposte chiare e definitive. Il Governo ci dia dei buoni motivi per continuare a sostenerlo così come le altre Istituzioni, che alcuni di noi abbiamo anche rappresentato e sempre difeso».

Quello che serve, dunque, è «una scelta rapida e convincente per provare a cambiare l’inerzia delle cose», e i Democratici riformisti calabresi lo chiedono «perché la situazione sanitaria calabrese è drammatica ed i cittadini di questa parte d’Italia non possono ulteriormente essere mortificati ma, soprattutto, correre il rischio di fare la triste conta di un numero elevato di morti. Siamo ben consapevoli di come mille siano le emergenze per il Governo da affrontare, in questa fase, ma, la vicenda calabrese merita un supplemento di forza ed energia in più da dedicargli appositamente. Abbiamo poco tempo»

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