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Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria

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ROMA – “La Calabria si sta organizzando”. Lo ha detto Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria, ospite di Start su Sky TG24, in merito alla campagna di vaccinazione anti-Covid.

“Quando un’istituzione ha necessità – ha proseguito – deve chiedere aiuto, poi tocca agli altri rispondere. Noi abbiamo avuto la risposta: Figliuolo e Curcio ci sono venuti incontro e ci stiamo organizzando per una vaccinazione che deve essere sempre più di massa. Forse – ha aggiunto – bisognerebbe aggiustare un po’ le categorie da vaccinare”.

Spirlì ha ricordato l’attività della protezione civile, dei volontari, della Croce Rossa e di “varie associazioni, anche internazionali”. “E’ arrivato l’esercito – ha ricordato – che dopo aver montato l’ospedale militare a Cosenza qualche mese fa, ha inviato altri due ufficiali medici e quattro infermieri militari per aumentare il numero dei vaccinatori sulla piana di Gioia Tauro. Abbiamo differenziato, in questo nuovo piano che ha preparato il commissario ad acta, anche i punti di vaccinazione. Ci sono gli ospedali militari, gli hub e i centri di vaccinazione distrettuali. Per esempio – ha concluso – al centro della Piana ce n’è uno che da oggi raddoppierà il numero delle vaccinazioni”.

“Quando ci hanno detto che bisognava tenere il 30% delle dosi per garantire il richiamo – ha raccontato ancora Spirlì – noi quello abbiamo fatto, per cui non ci spostavamo da quel 70%. C’è stato anche qualche piccolo problema legato all’intervento della magistratura su alcuni territori, perché delle persone si sono lamentate in quanto al 21º giorno non avevano ricevuto il richiamo Pfizer. Ma io ho chiesto anche che venga corretta l’informazione, nel senso che Pfizer va poi richiamato dal 21º giorno ma c’è tempo due mesi. L’ordine dall’alto è ‘cominciate a vaccinare perché di dosi di vaccino ne abbiamo e vi possiamo venire incontrò. Siamo ad un 78% stamattina, io mi chiedo quelli che hanno fatto il 95 come abbiano fatto, ma va bene così, non c’è nessuna guerra fra regioni”.

Le somministrazioni, oggi al 78 per cento, ha spiegato Spirlì, “aumenteranno nelle prossime ore perché stiamo aumentando anche le postazioni e aumenta l’arrivo dei vaccini. Abbiamo avuto un blocco con Astrazeneca, ma questo si è verificato da tutte le parti. Io ritengo che già in questi giorni si è vista una grande differenza, si è passati dal 50 al 78%, ritengo che ancora questa settimana e avremmo portato a termine la riorganizzazione, peraltro in una sanità che differisce dalle altre 19 sanità regionali italiane”.

Sul suo vaccino, invece, il presidente facente funzioni della giunta regionale ha così chiosato: “Personalmente avrei mille motivi per andare a fare il vaccino perché sono persona a rischio, per tutta una serie di patologie, e perché vivo con una persona che è a forte rischio, ma siccome rappresento un’istituzione e tutti i miei colleghi hanno fatto una scelta precisa, che è quella giusta, io stesso resto ad aspettare un turno istituzionale che però non è quello personale. Un passo indietro un po’ tutti lo potremmo fare”.

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