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Non è ancora trascorso un giorno dalla sentenza del Tar Calabria che ha parzialmente annullato la delibera con cui aveva dato il via alla Fase 2 in Calabria (LEGGI) che Jole Santelli riprende in mano carta e penna e pubblica un nuovo atto che, nei contenuti, liberalizza ancor di più la vita dei calabresi.

LEGGI LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DEL TAR

La nuova ordinanza, la 41 del 2020, infatti prevede 9 punti in cui la presidente apre a concessioni che avvicinano la Calabria ad una quasi completa attuazione della fase 2.

In particolare, «è consentito, ai residenti in Calabria, raggiungere la seconda abitazione, esclusivamente se ubicata all’interno del territorio regionale, individualmente o con un familiare convivente, per sole motivazioni di manutenzione, e con rientro nella stessa giornata». Inoltre, vengono riaperti i cimiteri (anche se molti comuni avevano già autonomamente provveduto) « individualmente o insieme a persone che siano componenti il medesimo nucleo familiare».

La presidente ha anche «consentita l’attività sportiva anche all’interno di strutture e circoli sportivi, se svolta in spazi all’aperto che consentano il rispetto del distanziamento ed evitino il contatto fisico tra i singoli atleti», anche se «resta sospesa ogni altra attività collegata all’utilizzo delle strutture di cui al periodo precedente compreso l’utilizzo di spogliatoi, palestre, piscine, luoghi di socializzazione, bar e ristoranti».

Inoltre, sono consentite sul territorio regionale la « pesca sportiva e ricreativa sia da terra sia in acque interne sia in mare nel rispetto della normativa vigente in merito all’esercizio della pesca sportiva e ricreativa, svolta da persona abilitata all’esercizio della pesca sportiva e ricreativa in possesso di copia della comunicazione effettuata ai sensi del Decreto ministeriale 6 dicembre 2010. L’attività potrà essere svolta con un massimo di due persone conviventi e con rientro obbligatorio nella stessa giornata» e «l’ allenamento e addestramento cani di cui alla L. n. 157/1992 e L.R. n. 9/1996; le stesse sono consentite esclusivamente nei centri cinofili presso le aziende autorizzate, a condizione che l’attività venga svolta singolarmente, unitamente ai cani da addestrare, secondo una turnazione di utilizzo delle Zone di Addestramento e Allenamento cani (ZAC/AFV/AATV) e senza il contatto diretto fra le persone, nel rispetto del distanziamento interpersonale e della normativa vigente in tema di contenimento della diffusione del virus COVID-19».

Diventano pienamente consentiti anche gli spostamenti «all’interno dell’intero territorio regionale, in forma individuale o insieme a persone conviventi, gli spostamenti delle persone fisiche per fare la spesa» e, per coloro che sono in possesso di apposito permesso nominativo o tesserino di idoneità regionale «lo spostamento nell’ambito del territorio della Regione Calabria, per la ricerca e la raccolta di prodotti spontanei della terra (piante non legnose, frutti, funghi epigei e tartufi), a condizione che l’attività di ricerca e raccolta si svolga nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale e comunque di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da Covid-19, nonché secondo le modalità previste dalle leggi vigenti per ciascuna categoria di prodotti».

Vengono autorizzati anche «gli spostamenti per l’assistenza a persone non autonome, ivi comprese quelle per le quali occorre prestare assistenza ai sensi della L. n. 104/92 e s.i.m., in quanto rientranti nei motivi di salute, nonché delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e dei relativi accompagnatori» e «l’attività di toelettatura su appuntamento, per animali domestici e di compagnia presso esercizi abilitati, riducendo al minimo il contatto tra le persone nella fase di consegna-ritiro animale».

Infine, disposizione forse più significativa: «È ribadito l’obbligo dell’uso delle mascherine per tutti i soggetti che si rechino presso una delle attività consentite e comunque nelle situazioni in cui la distanza interpersonale non sia garantita. Analogamente dovranno essere rigorosamente rispettate le misure di igiene e le precauzioni; resta in ogni caso vietata ogni forma di assembramento»

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