Un'immagine tratta dal video dei carabinieri

Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 Minuti

A Oppido Mamertina due donne hanno ricevuto la notifica del tribunale di Palmi. Le indagini erano partite da una denuncia dei genitori. Interviene il Garante per l’Infanzia

REGGIO CALABRIA – Schiaffi in faccia, spintoni e anche minacce. Questa mattina i Carabinieri di Oppido Mamertina (Reggio Calabria) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’attività di insegnamento emessa dal Gip di Palmi a carico di M.C. e B.S., due insegnanti, entrambe 49enni, di una scuola elementare del luogo.

Le indagini sono partite lo scorso novembre dopo diverse segnalazioni da parte dei genitori di alcuni alunni di una quinta elementare che erano tornati a casa con evidenti lividi sul corpo e sul viso. I militari dell’Arma hanno deciso di installare delle telecamere di videosorveglianza all’interno dell’istituto scolastico per monitorare eventuali maltrattamenti perpetrati ai danni degli alunni da parte delle docenti.

GUARDA IL VIDEO DEI CARABINIERI

Dall’analisi dei filmati raccolti è stato possibile scoprire la realtà: le due insegnanti, ignare di essere costantemente monitorate all’interno dell’aula didattica, nel corso delle lezioni scolastiche avrebbero maltrattato in modo violento i propri alunni rivolgendo nei loro confronti anche gravi minacce e ripetute ingiurie. In alcuni episodi, successivamente sottoposti al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, si noterebbero le due maestre, notevolmente infastidite dal comportamento degli alunni, rivolgersi ai bambini in modo brusco con urla di disappunto e costringendoli ad assumere posizioni “composte” prima di picchiarli con violenti schiaffi al volto. In un altro episodio ripreso dalle telecamere gli alunni vengono spinti all’esterno dell’aula per essere subito dopo costretti a rientrare in fila indiana sotto la minaccia di ulteriori maltrattamenti.

Al termine degli accertamenti, valutata la gravità del reato e il pericolo di reiterazione, sono scattate con urgenza le misure cautelari eseguite questa mattina.

IL GARANTE PER L’INFANZIA. “I bambini sono il bene più prezioso e più fragile dell’umanità e chi ha a che fare con loro quotidianamente non può permettersi il lusso di scaricare le proprie frustrazioni maltrattandoli. Chi lo fa deve cambiare mestiere, anzi bisogna farglielo cambiare”. È quanto afferma il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, nell’apprendere dell’ennesimo episodio di violenze a scuola.

“Finalmente la mia decennale proposta di sottoporre i docenti a visite psicologiche periodiche ha trovato la giusta attenzione nei giorni scorsi al Ministero dell’Istruzione – continua Marziale – ed entro domani mattina provvederò ad inviare le linee guida dettagliate, perchè è tempo di porre fine ad un fenomeno raggelante e consolidato, conosciuto in minima parte perchè, purtroppo, la maggioranza delle volte non denunciato. Ma, quanto appreso dalle cronache basta e avanza per farci parlare di emergenza”.

“I docenti svolgono un ruolo usurante, che mette a dura prova le emozioni – evidenzia Il Garante – ma ciò non giustifica l’accanimento su creature deboli. Stanare coloro i quali hanno problemi di tenuta emotiva significa prevenire e mettere in sicurezza i bambini. Al diavolo chi intravede nella proposta l’intento di criminalizzare una categoria, anche perchè i docenti con i quali mi trovo ad agire nel quotidiano si dicono all’unisono d’accordo”.

Per Marziale: “Ogni genitore ha il diritto di sapere che gli adulti ai quali affida i propri figli siano rispettosi di essi. A nessuno è dato di compromettere lo sviluppo emotivo dei piccolini, che negli adulti di riferimento devono trovare guide non aguzzini”. “Domani renderò note le linee che ho inviato al ministro Fedeli – termina il Garante – e comunico che l’idea delle telecamere sta trovando opposizione in quasi tutte le sedi istituzionali da me esplorate. Ma sulle visite periodiche psicologiche non cedo”. 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •