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L’uomo, Bruno Muratore, di 66 anni, era stato 18 anni in carcere per omicidio

VARAPODIO (REGGIO CALABRIA) – Un pastore, Bruno Muratore, di 66 anni, è stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco in contrada “Salvatore” di Varapodio, nel reggino.

Il cadavere di Muratore è stato trovato dai carabinieri della Compagnia di Taurianova dopo una segnalazione fatta al 112 da un cittadino. Il pastore è stato ucciso mentre si trovava nel suo ovile, non si sa ancora se in un agguato o da qualcuno con cui aveva avuto un incontro.

La vittima era nota ai carabinieri per i suoi precedenti penali. Muratore, tra l’altro, era stato 18 anni in carcere per omicidio ed era stato scarcerato solo da qualche mese.

Muratore, nell’ottobre del 1996, aveva assassinato un pastore di 53 anni, Giuseppe Madafferi, indicato come esponente di primo piano della ‘ndrangheta di Oppido Mamertina. Madafferi era stato ucciso con dieci colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni. Madafferi, secondo gli investigatori, ricopriva un ruolo strategico nelle gerarchie mafiose di Oppido Mamertina ed era collegato alla “famiglia” Zumbò, contrapposta a quella emergente dei Bonarrigo-Gugliotta.

L’omicidio di Bruno Muratore, secondo quanto ipotizzano gli investigatori, potrebbe essere collegato allo stesso contesto mafioso in cui maturò l’assassinio di Madafferi. Per questo motivo le indagini avviate dai carabinieri della Compagnia di Taurianova sono concentrate negli ambienti della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro.

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