Mimmo Lucano

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CATANZARO – Torna a parlare il sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano, arrestato lo scorso due ottobre (LEGGI LA NOTIZIA) e poi scarcerato (LEGGI) nell’ambito dell’operazione Xenia, e lo fa dai microfoni di TGCOM ospite della giornalista Elena Tambini e dal massmediologo Klaus Davi.

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Lucano ha precisato che «Riace è tutto uno Sprar ma è anche un processo globale per cui il livello di oppressione che possono esercitare le famiglie di ‘ndrangheta viene difficile».

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DELL’ACCOGLIENZA DOMENICO (MIMMO) LUCANO

Nella vicenda di Riace «la ‘ndrangheta – ha aggiunto Lucano – non ha avuto un ruolo se la si intende come viene pensata nell’immaginario. In realtà noi viviamo in un territorio dove questo fenomeno assume tante sfumature, tanti volti per cui talvolta sembra che non si riesca bene a comprendere dove inizia e dove finisce». In riferimento alla vicenda giudiziaria che lo riguarda Lucano e a dove abita non potendo risiedere a Riace, ha detto di vivere «questo momento con disagio perché lo trovo inverosimile. Sono in giro per la Calabria e vado dove mi invitano per conoscere la nostra esperienza».

«La nostra non può essere una terra ad un’unica dimensione, quella criminale, a chi fa comodo questo?», ha proseguito rispondendo ad una domanda sul peso della ‘ndrangheta in Calabria. «I problemi – ha aggiunto – non si risolvono così. Cito un caso, di un a persona alla quale sono legatissimo impegnato in questa terra a contrastare il fenomeno della criminalità, mons. Bregantini».

«In Calabria – ha detto ancora Lucano – il fenomeno della ‘ndrangheta oltre ad avere mille facce ha anche delle evoluzioni. È difficile che ti ammazzino, magari tentano di denigrarti ma puntando loro al consenso sociale uccidere o fare cose eclatanti fa perdere il consenso sociale».

Alla domanda se ha mai ricevuto minacce o altri «messaggi» Lucano ha detto che “una volta mi hanno bruciato la macchina, nel 2009, poi hanno ammazzato i cani di mio figlio, e ancora hanno sparato in un luogo che frequento. Quella violenza è una cosa che si vede. Io come sindaco impegnato sul piano sociale nel mio territorio so decifrare e so a cosa vado incontro».

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