La chiesa di Placanica

Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 Minuti

PLACANICA (REGGIO CALABRIA) – Oggi i carabinieri del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) sono stati a Placanica per l’espletamento delle verifiche tecniche a corredo delle indagini esperite per accertare l’esistenza o meno dei resti di un corpo umano (un bambino?) murato sopra la cappella della Madonna Addolorata della chiesa Matrice, dedicata a San Basilio Magno.

Indagini necessarie a fugare ogni possibile dubbio circa i dubbi sollevati dalla trasmissione Rai3 “Chi l’ha visto?”, che dando seguito ad una lettera anonima che cadeva alla vigilia di alcune attività della Chiesa locale, non ultime l’inizio dei lavori di restauro della Matrice e la individuazione dei nuovi componenti il consiglio pastorale parrocchiale.

VIDEO: LE DICHIARAZIONI DEL MAGISTRATO 

Stamani sono arrivati sul posto i Ris di Messina sotto le direttive del tenente colonnello Davide Zavattaro, preceduti dal sostituto procuratore della Repubblica di Locri, Marzia Currao. I militari hanno chiuso l’accesso alla chiesa e hanno lavorato per una prima verifica nel luogo di culto. 

Il parroco, don Bruno Sculli, basito, evitava (e continua a falto) di dare una chiave di lettura all’accaduto. Anzi, poneva una serie di interrogativi che necessari di riscontri certi. La lettera anonima fatta pervenire alla redazione Rai narrava la la vicenda dell’ipotetico rinvenimento e successiva muratura dei resti di un bambino in una cassettina sopra la volta della cappella della Madonna Addolorata nella chiesa matrice.

Nell’immediato, in conseguenza di quanto avvenuto qualche anno prima allorquando proprio don Bruno Sculli, saputo del racconto di un anziano muratore durante un funerale nella vicina Bivongi, informava immediatamente la locale stazione dei Carabinieri. I quali, non tardarono ad esperire una indagine conoscitiva, a ritroso, circa la possibile scompersa di un bambino nella comunità o in quelle vicine, che dava esito negativo.

Le telecamere Rai invece accendevano una attenzione morbosa sulla vicenda che troverebbe origine lontana nel tempo, almeno agli anni ‘70-’80. Quando, durante i lavori di ristrutturazione del tetto e del sottotetto della chiesa, una piccola bara, ivi rinvenuta, sarebbe stata murata sopra la cappella dell’Addolorata”. Superficiale, tuttavia, quanto improbabile appare l’accostamento del presunto rinvenimento del corpo di un bambino con la nota vicenda dell’omicidio di Elisa Claps, la studentessa i cui resti umani vennero ritrovati il 17 marzo 2010 nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza.

Alla iniziale indignazione, nei placanichesi si è fatto largo il desiderio di conoscere la verità. Una verità che fughi ogni sospetto mentre persiste la caccia all’untore, la caccia all’autore della lettera anonima. La vicenda, dopo l’iniziale fragore ritorna sotto traccia nei dialoghi e nelle conversazioni paesane. E, tutti fanno ipotesi e congetture pur non evitando di fare nomi del possibile autore della lettera anonima. Appare opportuno descrivere il luogo interessato dalla vicenda.

Si tratta di una chiesa di origini basiliana (secolo XI- XII) che nei secoli XVII-XVIII ebbe delle modifiche strutturali con anche degli ampliamenti. Alla struttura originaria vennero aggiunte tre cappelle laterali. Entrando in chiesa, immediatamente sul lato sinistro insiste la cappella dedicata all’Addolorata che è copatrona della cittadina, oltre la cui cupola sarebbe stata murata la cassettina con i resti di un bambino. Nella chiesa è altresì rinvenibile una cappella gentilizia i cui simboli araldici riconducono alla famiglia Clemente, feudatari del luogo. La lastra tombale in marmo finemente lavorato indica che la chiesa fu luogo di seppellimento di defunti fino all’editto di Saint Cluod (decreto imperiale sulle sepolture) emanato da Napoleone il 12 giugno 1804, con il quale veniva stabilito che le tombe, tutte uguali, dovevano essere realizzate all’esterno dei centri abitati, in luoghi soleggiati ed arieggiati.

Le chiese, già luoghi di seppellimento, durante lavori di rifacimento o di restauro hanno sempre fatto emergere resti umani. Chissà che il caso non si sia ripetuto anche a Placanica e per evitare una possibile interruzione dei lavori si sia agito furbescamente?

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •