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Una classe vuota

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REGGIO CALABRIA – La chiusura delle scuole continua ad essere al centro dei provvedimenti di molti sindaci della Calabria, a poche ore dall’annuncio del presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, rispetto alla valutazione di una chiusura complessiva nella regione (LEGGI).

Oggi è stata la volta del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che ha disposto la sospensione, «a tutela della salute pubblica», delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado della città, sia pubbliche e private, con esclusione delle scuole dell’infanzia e degli asili nido, con decorrenza dal 16 e al 28 novembre 2020, «salve ulteriori e diverse valutazioni in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica».

L’ordinanza dispone «l’attivazione, laddove possibile, della didattica a distanza (Dad) da parte di tutte le scuole destinatarie del presente provvedimento al fine di garantire la continuità scolastica in modo strutturato e organizzato; che sia garantita in tutte le scuole la didattica in presenza, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’Istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’Istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, a tutti gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali». E’ previsto, inoltre, che vengano effettuati in tutte le scuole gli interventi di sanificazione.

In provincia di Cosenza, invece, con una lettera indirizzata al Prefetto di Cosenza, al presidente della Provincia, al presidente ff della Regione e al sindaco di Casali di Manco, i presidenti dei Consigli d’Istituto 1 e 2 del comune del cosentino, Roberta Morrone e Alessandro Scalzo e i rappresentanti del Consiglio d’istituto hanno chiesto la sospensione della didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado in considerazione della «situazione di rischio epidemiologico».

La richiesta, fanno sapere gli autori della missiva, tiene conto anche della nota dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza dello scorso 11 novembre con la quale l’azienda sanitaria ritiene necessario uno screening massivo su docenti, alunni e personale Ata e invita alla sospensione per almeno 15 giorni.

«Visto che – scrivono Morrone e Scalzo – gli ambienti scolastici, pur rispettando tutte le norme in termini di sicurezza e tutti i protocolli, non riescono a ridurre a zero il rischio contagio, e aumentano l’incertezza e la paura delle famiglie, si chiede che la riapertura delle scuole venga procrastinata, a decorrere da lunedì 11 novembre 2020 almeno fino a quando i dati dell’andamento epidemiologico e il quadro del sistema sanitario non consentano la didattica in presenza nella massima serenità e tranquillità per le famiglie».

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