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Domenico Zambetti

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MILANO – Si ridimensione la pena per l’ex assessore regionale Domenico Zambetti accusato di aver acquistato dei pacchetti di voti dalla ‘ndrangheta. I giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Milano hanno, infatti, confermato la condanna ma con una pena di 7 anni e 6 mesi per Zambetti, quasi dimezzando la pena inflitta in primo grado dal Tribunale di Milano che lo aveva condannato a 13 anni e mezzo (LEGGI LA NOTIZIA) con l’accusa, come detto, di aver comprato quattromila voti dalla ‘ndrangheta in occasione delle elezioni regionali del 2010.

LEGGI ALCUNI DETTAGLI DELL’OPERAZIONE
CHE HA COINVOLTO ZAMBETTI

 

I giudici avevano riconosciuto a carico del politico anche l’aggravante del concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte d’Appello ha ridotto a 8 anni la pena di Ciro Simonte, a 6 anni quella di Ambrogio Crespi e condannato a  di4 anni e 4 mesi Eugenio Costantino, in continuazione con una precedente condanna, per un totale di 15 anni e 5 mesi. Il sostituto pg Galileo Proietto aveva chiesto la conferma della condanna per Zambetti.

LEGGI DELLE ACCUSE ALL’EX ASSESSORE ZAMBETTI

L’accusa aveva chiesto anche di confermare le pene per Ciro Simonte, condannato a 11 anni per la presunta contiguità alle cosche, e per Ambrogio Crespi, condannato a 12 anni in primo grado perché avrebbe aiutato a raccogliere i voti ‘comprati’ . Chiesti invece 4 anni e 4 mesi, in continuità con una precedente condanna, per Eugenio Costantino, ritenuto vicino al clan Grillo Mancuso, che in primo grado era stato condannato a 16 anni e mezzo.

Il Commento di Zambetti: «Sono una vittima»

«Sono una vittima e non sono un carnefice. Dovevo essere assolto perché non ho fatto nulla. Speravo di chiuderla qui, con il processo in appello».

Sono le parole a caldo dell’ex assessore regionale Domenico Zambetti che, occhi lucidi per la rabbia, ha espresso il suo rammarico per la sentenza dei giudici di secondo grado. Zambetti oltre ad annunciare ricorso, ha sostenuto che, vista la riduzione delle pene a lui e ad Ambrogio Crespi, fratello dell’ex sondaggista di Berlusconi, «qualcosa forse non ha funzionato in primo grado». Crespi ha invece affermato: «Credo ancora nella giustizia, sono innocente. Cercherò di riprendermela andando in Cassazione. Se la giustizia ha un suo corso, lo rispetto ma non lo condivido».

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