Angela Marcianò

Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 Minuti

REGGIO CALABRIA – Processo Miramare: è stata condannata ad un anno di reclusione (sia pura ammettendo le attenuanti generiche equivalenti sulla contestata aggravante), con pena sospesa, l’ex assessore ai lavori pubblici del comune di Reggio Calabria, Angela Marcianò.

A condannare Angela Marcianò per i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico (per i quali è imputato in un altro processo il sindaco Giuseppe Falcomatà e la sua prima giunta) è stata la dottoressa Giovanna Sergi, giudice dell’udienza preliminare che ha ammesso l’imputata al rito abbreviato su medesima richiesta della stessa Marcianò e diventando a tutti gli effetti giudice di merito.

SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL’INCHIESTA MIRAMARE

Il giudice Sergi ha inflitto una pena superiore ai dieci mesi di reclusione per i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico richiesti dal pm Walter Ignazitto nei confronti dell’ex assessore comunale nei mesi scorsi proprio nell’ambito del processo “Miramare”, il bellissimo albergo liberty, patrimonio monumentale della città dello Stretto che attraverso una delibera di giunta venne dato ad un amico e sostenitore del sindaco Giuseppe Falcomatà.

La docente universitaria, allora in giunta comunale, aveva dato la stura alle denunce sul caso Miramare che hanno poi condotto al processo ma ha pagato la sua presenza all’approvazione della delibera Miramare. Minimo della pena. Una richiesta quella del pm a carico di Angela Marcianò che rappresentvaa il minimo della pena, dal momento che applica “le attenuanti generiche prevalenti sulla contestata aggravante” per colei che da subito fu la grande accusatrice dell’agire amministrativo della prima giunta Falcomatà e che, rilievo dopo rilievo e denuncia dopo denuncia, fece venire a galla una imbarazzante vicenda sfociata in un processo a tutta la prima giunta Falcomatà.

La Marciano è stata l’unica degli imputati ad avere richiesto il rito abbreviato (tutta la prima squadra amministrativa di Falcomatà è a processo con il rito ordinario) per chiudere il prima possibile la vicenda e differenziare il proprio percorso giudiziario dalla sua vecchia squadra amministrativa. Il dispositivo di sentenza è stato emesso dopo l’arringa finale di due ore tenuta dall’avvocato difensore Renato Milasi.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •