Mimmo Lucano

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RIACE (REGGIO CALABRIA) – Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace all’obbligo di dimora per l’operazione Xenia sulla gestione dei migranti nella cittadina del Reggino, vedrà in questo ore il padre di 93 anni, le cui condizioni si sono aggravate negli ultimi tempi.

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Lo ha reso noto lo stesso Lucano, spiegando che il padre si trova ricoverato nell’ospedale di Catanzaro. Una soluzione che permette di realizzare l’incontro, fuori dalla Riace. Nei giorni scorsi, era stato lanciato anche un appello, con petizione, perché il Presidente Mattarella intervenisse sulla vicenda (LEGGI).

A margine di una iniziativa, Lucano ha aggiunto: «Quando tornerà a Riace? Non ci voglio nemmeno pensare».

«Non chiedo nulla, voglio solo giustizia», afferma Lucano che, nonostante apprezzi “emozionato” l’ampia solidarietà che lo sta circondando in questi giorni, non cerca “pietà” che influenzi il giudizio. «Vorrei solo la revoca del provvedimento di divieto di dimora a Riace sia il risultato di una attenta valutazione che mi riconosce giustizia», spiega l’ex sindaco.

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DELL’ACCOGLIENZA DOMENICO (MIMMO) LUCANO

«C’è una fortissima incompatibilità con il messaggio evangelico che recita “ama il prossimo tuo come te stesso”. A Riace – ricorda l’ex sindaco – ho cercato di governare una piccola comunità dove eravamo tutti cittadini allo stesso livello. Cittadini di un piccolo paese del sud Italia con tante problematiche: poveri ma con le porte e gli orizzonti sempre aperti. Accogliere non è stata solo un’occasione per gli stranieri giunti sulla nostra terra ma anche un’opportunità per le perone del luogo». 

L’ex sindaco anche ieri ha ricevuto tanta solidarietà dal pubblico dello Sponz Fest a Calitri (Avellino) dove è salito sul palco, accanto a Vinicio Capossela. Parlando di migranti ha affermato: «Non si può rimanere insensibili di fronte alla sofferenza di chi scappa da guerre, persecuzioni, miseria, povertà. Persone soccorse in mezzo al mare, che per giorni e giorni restano a bordo nave sotto sequestro. Come si fa ad essere così incuranti? Significa non avere cuore. Mi auguro che non restino impuniti questi crimini contro l’umanità». 

Parlando con l’Ansa rispetto alla crisi politica in corso in Italia, Lucano ha detto: «Non sono un politologo ma credo che l’accordo tra Pd e M5s doveva essere fatto già all’indomani del 4 marzo 2018 quando, però, Renzi non volle, lasciando via libera a Salvini, che ha raddoppiato i consensi diventando la voce più autorevole del Governo. Ma come tutti i tiranni, convinti che il loro impero non avrà mai fine, Salvini ha forzato la mano per poi quasi implorare un ritorno all’indietro perché consapevole che potrebbe non contare più nulla. E questo, secondo me, è positivo».

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