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GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) – Alle prime ore dell’alba gli agenti del Commissariato di Gioia Tauro hanno dato esecuzione, nella provincia di Reggio Calabria, a 5 misure cautelari a carico di altrettante persone, quattro di Rosarno e uno di Gioia Tauro, responsabili, a vario titolo, di rapine a mano armata, furti in abitazione, spaccio di stupefacenti e danneggiamenti.

Presi di mira, in particolare, gli autisti dei furgoni in uso a imprese di trasporto merci.

Le rapine si succedevano dai primi mesi del 2019 in tutta la Piana di Gioia Tauro fino a poco tempo fa. Le indagini del Commissariato di Gioia Tauro con il coordinamento della Procura di Palmi hanno consentito di identificare gli autori dei colpi. Dei 14 indagati, cinque soggetti sono stati arrestati, due dei quali in carcere. Si tratta di soggetti con precedenti penali o di polizia, sganciati da vincoli di parentela con ambienti della ‘ndrangheta locale.

I risultati dell’inchiesta denominata – “The End” sono stati presentati dal Questore di Reggio Calabria Bruno Megale e dal dirigente del Commissariato di Gioia Tauro Diego Trotta.

A finire in carcere sono stati Giovanni Sesini 30 anni di Gioia Tauro e Salvatore Fida 53 enne di Rosarno. I domiciliari sono sati concessi ad Antonio Barrese 32 anni di Rosarno, Francesco Demari 29 anni di Rosarno e Gesuele Manno 28 anni di Rosarno.

Soggetti tutti con precedenti specifici o di polizia, comunque non riconducibili direttamente a famiglia di ‘ndrangheta, anche se per poter fare qui colpi qualche copertura, si presume che l’abbiano avuto anche in quelli ambienti, perché nessuno in centri come Gioia Tauro o Rosarno può avventurarsi a fare rapine del genere senza ottenere il placet di qualche boss della zona.

Aspetto questo oggetto di ulteriori approfondimenti della Polizia. Il fenomeno delle rapine cominciò a partire dai primi mesi dell’anno 2019 e subì una notevole recrudescenza, nell’intera Piana di Gioia Tauro, di delitti contro il patrimonio – in particolare le rapine ed i furti presso private abitazioni – che, benché avessero colpito bersagli differenti (ora privati cittadini, ora esercizi commerciali, ora corrieri di società di spedizioni), mostravano una serie di “analogie” e “serialità” nelle modalità operative.

I Poliziotti del Commissariato di Gioia Tauro, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi hanno condotto, mirate investigazioni, supportate da attività tecniche di intercettazione, ambientale e telefonica, a carico di taluni soggetti, che hanno “consentito – ha dichiarato il dirigente del Commissariato Diego Trotta – di individuare incontrovertibili evidenze probatorie tali da permettere, da parte del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro, il deferimento all’Autorità Giudiziaria di 14 soggetti e la successiva adozione, a carico di 5 di essi, di misure cautelari”.

Sulla scorta delle evidenze derivanti dalle attività tecniche d’intercettazione telefonica, riscontrate da pedinamenti, appostamenti ed attività operative sul territorio della Polizia di Stato, è affiorata l’esistenza di un’unica “regia” nella perpetrazione di taluni episodi di rapina e furto – ne sono stati analizzati ben 12, tutti avvenuti nella Piana di Gioia Tauro, in particolare tra Rosarno e Gioia Tauro, nel 2019. Dette evidenze probatorie hanno permesso l’identificazione certa dei responsabili di ben 5 rapine pluriaggravate, commesse anche con l’uso di armi da fuoco, 1 furto pluriaggravato, un episodio di danneggiamento mediante incendio di un’autovettura avvenuto a Gioia Tauro ai danni di un professionista del luogo ed innumerevoli episodi di vendita e detenzione illecite di sostanze stupefacenti a terzi acquirenti. “ Il lavoro del Commissariato è il segno concreto – ha infine detto il Questore Megale – della presenza e dell’attenzione della Polizia in questa zona”.

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