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Il giudice Antonino Scopelliti e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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ROMA – “Il 9 agosto del 1991 Antonino Scopelliti, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, veniva ucciso in Calabria in un sanguinoso attentato, mentre stava rientrando a casa a bordo della sua autovettura”.

Lo dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Antonino Scopelliti, nel suo percorso professionale presso Uffici requirenti, aveva condotto delicate indagini su alcune delle vicende più complesse e tragiche del nostro recente passato, dal caso Moro alla strage di Piazza Fontana e a quella del Rapido 904, svolgendo le sue funzioni con coraggio e determinazione”, prosegue il capo dello Stato.

“Fare memoria del suo esempio significa richiamare il senso etico di quanti, attraverso il loro agire, hanno rafforzato i valori della convivenza civile e della solidarietà nelle Istituzioni. A distanza di trenta anni, desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e gratitudine del Paese ai suoi familiari e a quanti lo hanno conosciuto e stimato, ricordandone l’encomiabile dedizione e l’appassionato impegno nello svolgimento dell’attività professionale”, conclude Mattarella.

“Trent’anni fa Antonino Scopelliti fu assassinato in un agguato di ‘ndrangheta – ha dichiarato il presidente del Senato Elisabetta Cesellatira – un magistrato integerrimo, impegnato nel far luce su alcune delle pagine di storia più difficili del nostro Paese. Dalla mafia, con il maxiprocesso di Palermo, al terrorismo, dalla Strage di piazza della Loggia al rapimento di Aldo Moro, fino agli scandali finanziari, tra cui i casi di Michele Sindona e Roberto Calvi. Oggi giustizia non è fatta perché la verità non è ancora venuta a galla. Le Istituzioni nel commemorare Antonio Scopelliti hanno il dovere di fare di tutto per consegnare ai familiari e alla nostra storia una reale ricostruzione del suo tragico destino”.

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