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Il luogo dell'incidente (FOTO ANSA)

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BRANCALEONE (REGGIO CALABRIA) – Una tragedia ha macchiato di sangue le ferrovie calabresi, due bambini un maschio ed una femmina Lorenzo e Giulia Pipolo, di 12 e 6 anni, infatti, sono morti dopo essere stati investiti da un treno mentre attraversavano i binari insieme alla madre lungo la linea jonica a Brancaleone, nel reggino. La madre Simona Dall’Acqua, di 49 anni dei due bambini è rimasta ferita in modo grave ed è stata ricoverata in ospedale con prognosi riservata.

Secondo quanto si è appreso, l’incidente si è verificato in contrada “San Giorgio”, tra Brancaleone e Locri. La donna ed i due figli, nel momento in cui sono stati investiti dal treno stavano attraversando i binari per raggiungere il mare. I tre, secondo una prima ricostruzione, non si sono accorti del sopraggiungere del treno, che li ha colpiti in pieno e travolti.

La donna, separata dal marito, dal quale aveva avuto i due bambini che sono deceduti nell’incidente, è una casalinga, vive a Milano ed era venuta in vacanza a Brancaleone insieme ai due figli ed al convivente, originario proprio di Brancaleone e che fa l’insegnante nel capoluogo lombardo.

La Procura della Repubblica di Locri, nel frattempo, ha aperto un’inchiesta. Sul posto dell’incidente si è recato il sostituto procuratore di turno, Michele Permunian, che ha coordinato il sopralluogo effettuato dal personale della Polizia ferroviaria allo scopo di ricostruire la dinamica di quanto è accaduto. Il treno regionale che ha investito Simona Dall’Acqua ed i due figli è stato posto sotto sequestro.

IL COMMENTO DEL MINISTRO TONINELLI

«Sono sconvolto per la morte dei due bimbi travolti da un treno in corsa a Brancaleone, in Calabria. La mia totale vicinanza alla madre ferita e ai familiari. Stiamo verificando i fatti e stiamo perlustrando il luogo dell’incidente, centimetro per centimetro». Lo scrive il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli su Fb. «Ma state certi – si legge ancora nel post – che faremo di tutto per evitare che accada di nuovo. Investiremo di più in ogni ambito della sicurezza ferroviaria, compresa la sensibilizzazione dei cittadini rispetto ai comportamenti più corretti da tenere quando ci si trova nei pressi di un binario».

IL COMMENTO DELL’ASSOCIAZIONE FERROVIE IN CALABRIA

«Credo che quanto accaduto non si possa imputare a questa causa – risponde Vittorio Lascala, segretario dell’Associazione Ferrovie in Calabria e macchinista che opera in Toscana -nDalle prime ricostruzioni sembra che la bimba più piccola sia sfuggita di mano alla madre e questo probabilmente è alla base della tragedia. È vero, in quel tratto non c’è alcuna barriera a delimitare il binario, ma è così ovunque, in Italia e direi in tutta Europa. Né sarebbe realisticamente possibile delimitare tutte le tratte di quel genere, litoranee o in campagna: anche sulla Firenze-Roma ci sono linee accessibili nei campi. La Jonica è lunga 450 chilometri, il 90% dei quali corrono lungo la costa».

Per il suo ammodernamento e l’elettrificazione sono stati stanziati 500 milioni: l’anno prossimo dovrebbero chiudersi i lavori sulla Sibari-Catanzaro e cominciare quelli fino a Melito. L’associazione di cui Lascala fa parte è nata nel 2013 per impulso di un gruppo di amici, tutti calabresi, e si occupa di treni regionali, a lunga percorrenza e anche della linea storica sulla Sila. Ma Lascala è anche uno che i treni li conduce, convogli regionali come quello al centro dell’incidente.

«Quella tratta – spiega – ha un limite di 110 km/orari, il tipo di treno coinvolto ha una velocità massima di 130 km/orari, ma in ogni caso i dispositivi di sicurezza non avrebbero consentito di superare il limite previsto sulla tratta. Ma bisogna considerare che anche a 50 all’ora un mezzo come quello ha uno spazio di frenata molto largo e posso dire per esperienza personale che ad 80 all’ora, con il massimo sforzo di frenata, percorre 300 metri prima di fermarsi. Molto dipende da quanto improvviso è l’evento di fronte a cui il macchinista si trova e quando riesce ad accorgersene».

«Capita tutti i giorni – dice il macchinista – di vedere persone che attraversano i binari anziché usare i sottopassi o i passaggi a livello. È un comportamento a rischio, vietato e assolutamente da evitare».

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