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Forze dell'ordine schierate e i sassi lanciati dalla tendopoli

Tempo di lettura 3 Minuti

SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA) – Ancora momenti di forte tensione e una fitta sassaiola contro le forze dell’ordine a San Ferdinando, dove vivono circa 260 immigrati di origine africana che lavorano nei campi della Piana di Gioia Tauro. Nel lancio di pietre, bottiglie e scatolette di tonno, due poliziotti sono rimasti feriti dopo essere stati colpiti dai sassi lanciati dai migranti. Un analogo episodio era stato registrato sabato, anche in quel caso con due poliziotti feriti (LEGGI).

Stamani una ventina di migranti residenti nella tendopoli dichiarata “zona rossa” per la presenza di casi positivi al coronavirus, e che per questo non possono lasciare l’area, dopo avere abbattuto inferriate e cancelli, hanno scagliato gli oggetti contro i poliziotti schierati in assetto antisommossa. Devastato anche il gabbiotto posizionato all’ingresso della struttura.

LE FOTO DELLA SASSAIOLA CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE

I migranti, molti dei quali sono risultati positivi al coronavirus negli ultimi giorni, chiedono di uscire per andare a lavorare nei campi. I funzionari di polizia presenti hanno tentato una mediazione con i migranti, ma la situazione rimane di estrema tensione, mentre restano schierati poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa.

Nelle forze dell’ordine c’è preoccupazione per le tensioni di questi giorni. Il vicepresidente della Fsp Polizia di Stato, Franco Maccari, ha evidenziato: «Ancora violenza a San Ferdinando. Questa mattina nuova sassaiola contro i poliziotti, due colleghi della scientifica sono rimasti feriti. Adesso basta, siamo stanchi».

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«Ad un collega che stava riprendendo con il cellulare, è arrivato un sasso sullo schermo. Ci sono stati attimi di panico perché il collega aveva difficoltà a respirare. Un altro invece, è stato ferito al piede da un masso appuntito. Questa situazione è oramai arrivata al limite. Cancelli abbattuti, inferriate divelte, sassi, scatolette e bottigliette d’acqua contro i colleghi. Il Ministro Lamorgese cosa pensa di fare. Deve forse scapparci il morto?» ha concluso.

Anche Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, ha denunciato lo stato di pericolo: «Non abbiamo più parole per commentare lo sfacelo assoluto che la totale incapacità politica in tema di gestione dell’immigrazione sta causando in questo momento di emergenza sanitaria. Non ci sono più parole adatte, neppure, per esprimere la solidarietà ai colleghi che puntualmente subiscono sulla propria pelle gli effetti nefasti di una finta accoglienza, le cui problematiche vengono lasciate sulle loro spalle come meri problemi di ordine pubblico. Oggi – ha spiegato il dirigente del sindacato – solidarietà agli appartenenti alle forze dell’ordine vittime della sassaiola avvenuta alla tendopoli di San Ferdinando, nel Reggino, durante la solita, ennesima rivolta contro le restrizioni imposte dalle norme anticovid. Risultato? Agenti feriti e soggetti che dovrebbero essere ristretti potenzialmente in grado di fare come gli pare e piace. Ai cittadini viene chiesto di continuare a fare sacrifici pesantissimi per colpa del virus, ai poliziotti di continuare a rischiare la pelle per tutelare la salute pubblica, ma in certi posti tutto va a rotoli e l’emergenza sanitaria svela una volta di più le lacune di un sistema politico che chiacchiera tanto e fa pochissimo».

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