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La protesta a Gioia Tauro

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GIOIA TAURO – Sit-in davanti all’ospedale di Gioia Tauro per protestare contro la chiusura di oggi del Pronto Soccorso perché non ci sono medici.

Nonostante la pioggia, stamattina, i cittadini gioiesi hanno risposto all’appello del sindaco del centro portuale, Aldo Alessio, il quale dopo aver ricevuto ieri la notizia da parte del direttore sanitario aziendale Domenico Minniti e dal commissario straordinario dell’Asp Gianluigi Scaffidi, dello stop del Ps, ha deciso di organizzare una manifestazione «per mettere con le spalle al muro i dirigenti dell’Asp su una scelta scellerata», come ha dichiarato lo stesso primo cittadino, durante la protesta.

La manifestazione permarrà fino ad oggi pomeriggio alle 17.00, quando tutte le forze politiche e sociali della città si incontreranno nell’aula del consiglio comunale per discutere come procedere con le azioni di protesta. Il sindaco Alessio ha inoltre informato che stamattina ha contattato telefonicamente il neo presidente della Calabria, Roberto Occhiuto e l’ex presidente della Regione facente funzioni Nino Spirlì, affinché prendano una posizione ed intervengano per l’immediata riapertura del Ps.

Al contempo, Alessio ha scritto una lettera al prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, chiedendo la convocazione di un tavolo tecnico con il commissario della sanità calabrese Guido Longo, Scaffifi e Minniti, per discutere della questione ed ha tentato di coinvolgere in questa battaglia anche i sindaci della Piana, tra i quali Giuseppe Zampogna, presidente dell’associazione Città degli Ulivi.

Ed ha concluso: «Siamo fuori dal mondo, non è possibile che una struttura sanitaria venga chiusa per la totale assenza di medici. È disarmante l’idea di dire siamo rimasti senza medici e chiudiamo, non è giustificabile. I responsabili dell’Asp avrebbero dovuto programmare in tempo la sostituzione dei medici in quiescenza».

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