X
<
>

Il porto di Gioia Tauro

Tempo di lettura 2 Minuti

GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) – «Ho parlato anche stamattina con i terminalisti e con le organizzazioni sindacali più rappresentate, come la Cgil, e posso dire che non abbiamo grandissime preoccupazioni. Certamente ci sarà un problema organizzativo che graverà sul datore di lavoro, ma non si prevedono manifestazioni, scioperi, blocchi e così via. Mi riservo anche di contattare oggi stesso il terminalista, perché com’è noto c’è stata la circolare del ministero dell’Interno che si appella ai datori di lavoro dopo il caso Trieste. Da noi non c’è una comunità così convinta della non necessità del green pass, per cui non prevediamo di avere problemi importanti sotto questo profilo. Poi, ripeto, qualche problematica organizzativa ce la potrà avere il datore di lavoro qualora ci fosse un numero di non vaccinati superiore alle aspettative, ma non c’è nessuna agitazione sindacale».

Così all’Adnkronos l’Ammiraglio Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio e a capo del Comitato di Gestione dell’Ente, organo collegiale di indirizzo strategico dei porti di Gioia Tauro, Crotone, Vibo Valentia, Taureana di Palmi e Corigliano Calabro.

Quanto all’ipotesi che il problema, in vista dell’obbligatorietà del green pass che scatterà il 15 ottobre, potrebbe venire soprattutto dai 1.350 dipendenti di Mct (società che gestisce il terminal portuale di Gioia Tauro), fra i quali i non vaccinati potrebbero essere molti,

Agostinelli rassicura: «Secondo me no, però aspettiamo le ultime comunicazioni del terminalista, Mct Spa, su cui grava tutta la materia organizzativa. Intanto abbiamo mandato anche una nota di richiamo proprio stamane a tutti gli operatori».

Sulla vicenda è intervenuto, però, il segretario regionale della Filt Cgil, Salvatore Larocca, secondo il quale al porto di Gioia Tauro la situazione non è ancora chiara, per quanto riguarda il rientro al lavoro da giorno 15 con l’entrata in vigore dell’obbligo del green pass.

«Le aziende hanno inviato oggi le lettere ai dipendenti per comprendere quanti siano in possesso della carta verde – ha detto Larocca – ma fino a domani, termine ultimo per inviare la risposta, non potremo sapere con certezza se si tratta di un numero gestibile, come immaginiamo, o cifre che necessitano di trovare soluzioni diverse».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA