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L'assemblea dei sindaci della Piana di Gioia Tauro

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CINQUEFRONDI (RC) – Sospendere, in via cautelativa, le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado nella Piana di Gioia Tauro, al fine di acquisire ulteriori dati sull’evoluzione dei contagi, che stanno assumendo dimensioni drammatiche tanto che si temono contesti gravissimi ed ingestibili.

È quanto ha deciso l’assemblea dell’Associazione Città degli Ulivi, riunitasi a Cinquefrondi, su richiesta del Comitato Direttivo, che ha discusso le proposte relative all’adozione di misure per il contenimento della diffusione del Covid-19 e per la gestione più adeguata della fase emergenziale attuale. Una riunione, quella dei sindaci apparsi preoccupatissimi per l’evolversi della situazione ma anche isolati da altre istituzioni a cominciare da quelle sanitarie che in questa fase non riescono a fornire direttive precise e dare indicazioni utili ad un lavoro sinergico in una fase emergenziale.

Un’assemblea quella dei sindaci della Piana nella quale è emersa la consapevolezza di come la situazione in tutti i comuni è ormai drammatica, sfilacciata sul piano del coordinamento tra enti sulle cose da fare e soprattutto sulle azioni da intraprendere. Accuse pesantissime all’Asp che secondo i sindaci, non riuscirebbe più a garantire a vari livelli servizi sanitari degni di questo nome. «Sembriamo una sorta di armata di Brancaleone» ha ammesso il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio «ed in questo momento dobbiamo avere il coraggio di reagire anche con fermezza per poterci salvare tutti o altrimenti affonderemo tutti».

Particolarmente appassionato l’intervento del sindaco di San Giorgio Morgeto Salvatore Valerioti – che da medico ha dato uno spaccato reale della situazione a cominciare dal numero dei positivi che sono molti, ma molti di più rispetto ai dati che abbiamo a causa del fatto che i tracciamenti sono saltati con i conseguenti rischi sulla salute». Un lungo elenco di esempi sulla disorganizzazione nella gestione della quarta ondata del Covid, dalle ambulanze poche senza medici, ai ricoveri di cittadini della Piana anche fuori regione, ai centri vaccinali che spesso non hanno vaccini, drive – in ufficialmente aperti senza alcun raccordo con i sindaci che non riescono a garantire i tamponi nonostante file chilometriche con proteste non più contenute dei cittadini a volte disperati, o ai ritardi sull’esito dei processi dei tamponi molecolari effettuali che arrivano anche dopo dieci giorni, ma anche il massiccio ricorso dei tamponi fai da te che sfuggono ai controlli e quindi  al tracciamento dei casi positivi.

Insomma, il caos più totale regna sovrano in un momento difficilissimo nel quale, invece, la macchina organizzativa avrebbe dovuto essere all’altezza e dare risposte coerenti e che invece fa acqua da tutte le parti. L’assemblea dei sindaci all’unanimità ha quinti deciso non solo di chiudere tutte ma anche di chiedere con urgenza «l’istituzione di una Cabina di Regia, da insediare a cura della Prefettura e che, si occupi dell’intero ciclo di vaccinazione con l’indicazione di criteri univoci ed una programmazione tempestiva da estendere anche alla gestione dei tamponi e dei relativi tracciamenti». Il coordinamento dovrebbe riguardare anche la gestione dei drive-in per i quali, i sindaci hanno chiesto, «una valida programmazione che preveda l’organizzazione di sedute nelle diverse aree territoriali con indicazioni chiare e predeterminate.

Di chiedere «in tempi brevissimi, la possibilità di processare i tamponi anche negli ospedali di Polistena, Locri e Gioia Tauro per dimezzare i tempi di lavorazione e per alleggerire il laboratorio di Reggio Calabria. Al fine di arrivare ad un tracciamento più efficace ed attendibile hanno chiesto «la possibilità di vietare la vendita dei “test rapidi”. Tra le richieste anche «un maggiore coinvolgimento dei Medici di Base e dei Pediatri che potrebbero svolgere un lavoro fondamentale in questa fase emergenziale» ed infine, considerata la situazione di grave emergenza, che «l’Ospedale di Gioia Tauro sia convertito in Ospedale Covid con istituzione della terapia intensiva anche alla luce dall’allarme lanciato dal Gom, sulla disponibilità dei posti letto è ormai satura».

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