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Luigi Di Maio a Reggio Calabria a cena con Amalia Bruni

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REGGIO CALABRIA – Più che un sostenitore, un vero e proprio fan di Amalia Bruni, eccellenza calabrese, e del “mirabile equilibrio” trovato proprio in questa Regione dal suo M5s, dal Pd e dalle forze civiche che sono riusciti a convergere insieme sulla scienziata lametina facendo tesoro dell’eredità politica e morale del Governo Conte II.

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Testo e musica sulle uniche regionali d’Italia del Ministro degli Esteri e della cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, intervenuto ieri nella città dello stretto alla Camera di Commercio per un incontro con il mondo imprenditoriale sulle possibilità di espansione nel mercato internazionale per le imprese del territorio.

«Sono orgoglioso della candidatura di Amalia Bruni. Sono orgoglioso di questa candidatura in Calabria. Sono qui anche per parlare alle imprese alla Camera di Commercio e parleremo di eccellenze – ha detto intersecando i temi delle regionali e della ripresa economica ripartendo dalle nostre eccellenze – del fatto che il trend dell’export potrebbe battere il record made in Calabria di sempre. Tutto questo sarà possibile non solo grazie alle eccellenze produttive, ma anche alla nostra candidatura. Ed Amalia è davvero l’incarnazione delle grandi potenzialità della Calabria, una Regione che non ha nulla da invidiare alle altre».

E in merito alle affinità politiche che hanno condotto alla candidatura unitaria un passaggio di merito il Ministro che è anche dirigente del M5s lo riserva ovviamente al suo partito: «Se una coalizione ha trovato, alla fine, il modo di esistere, mettendo quindi d’accordo Pd, M5s e forze civiche, il merito va attribuito al Governo Conte II che, durante i primi mesi di pandemia ha mostrato agli italiani “la retta via” per gli interessi del Paese».

Qualche secondo prima di incontrare gli imprenditori Di Maio discetta del caso Libia e della riunione di lunedì all’Assemblea generale dell’Onu e spiega il nuovo corso del movimento nato da una costola di Grillo e del suo continuo rinascere dalle proprie ceneri: «Il M5s non si ferma, prosegue il nuovo corso che sta realizzando Conte. Stiamo costruendo una forza politica che è strutturata e che ha i suoi organi rinnovati che possono dare nuovo impulso ad un Movimento che ogni volta che viene dato per morto diventa poi più forte di prima».

Di Maio ha poi anche illustrato gli strumenti a disposizione delle imprese che vogliono avviare attività commerciali all’estero prima di volare all’iniziativa successiva dal marketing di grande richiamo: “A cena con il Ministro, il candidato che ti serve”, una cena per finanziare la campagna elettorale dei candidati al Pep’beach nello scenario mozzafiato del lungomare (pieno di curiosi) con ospiti paganti 90 persone. Tavoli ben distanziati, uno interamente dedicato ai candidati della circoscrizione sud guidati dal capolista il virologo Fabio Foti, già candidato sindaco al Comune di Reggio e componente della task force anti Covid di palazzo San Giorgio, la psicoterapeuta Dominella Quagliata, il medico Giovanna Roschetti, ed ancora Monica Della Vedova, Michele Mileto, Annunziato Nastasi e Filippo Zavaglia. Con loro i deputati Misiti, Tucci, Ippolito, Auddino ed anche Laura Ferrara con il bimbo di pochi mesi.

Non prevista ufficialmente nel programma della serata la vera sorpresa per Di Maio (che si era appena tolto la cravatta) è stata forse quella di vedere spuntare proprio Amalia Bruni di rosso vestita e con una delle sue bellissime collane identitarie. Mondi diversi e nuovi incroci davanti, manco a dirlo, ad un fritto misto.

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