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Una simulazione del ponte sullo Stretto

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REGGIO CALABRIA – Davanti alle ipotesi di inserire il ponte sullo Stretto tra le possibili infrastrutture da realizzare nel Sud Italia, ha provocato una dura reazione del Movimento 5 Stelle, da sempre contrario a questa ipotesi. Nel giorno in cui Forza Italia ha depositato una mozione alla Camera a favore del ponte (LEGGI), i deputati pentastellati nelle commissioni Ambiente e Trasporti non lasciano spazio: «L’Italia ha bisogno di tante opere utili e urgenti, dalla manutenzione della rete viaria al potenziamento della rete ferroviaria regionale e nazionale lungo lo Stivale e in particolare modo nel Mezzogiorno, per azzerare il gap infrastrutturale e creare una rete di trasporti efficiente e veloce. Sono questi, insieme a quelli per la messa in sicurezza del territorio, i cantieri effettivamente utili e prioritari».

Si tratta, secondo i 5 Stelle, di «cantieri che vanno nella direzione della tutela ambientale e della risposta alle esigenze quotidiane delle persone».

«Un’opera come il Ponte sullo Stretto di Messina, che da sempre il Movimento 5 stelle ritiene – si ribadisce – non utile e non prioritaria per il Paese sottrarrebbe soltanto energie e risorse a queste opere davvero urgenti e necessarie per uno sviluppo a misura d’uomo e foriero di molti più posti di lavoro, per giunta stabili e duraturi».

Sulla questione è intervenuta anche il sottosegretario ai Beni e alle attività culturali Anna Laura Orrico:

«In questo momento di grave crisi economica – dice l’unico esponente calabrese di governo – è facile ricorrere allo strumento del rilancio delle grandi opere pubbliche, come se fossero la soluzione ai problemi atavici di un Paese che ancora viaggia a più velocità. Ieri per la prima volta in Calabria è arrivato un treno Frecciarossa: sebbene questo treno non possa viaggiare alla velocità con la quale è stato progettato a causa della inadeguatezza dell’infrastruttura ferroviaria nel tratto da Salerno a Reggio Calabria, il fatto che sia arrivato fino alla punta dello Stivale è comunque il segno che qualcosa sta cambiando negli investimenti in infrastrutture per il Sud. Proprio grazie al MoVimento, che ha spinto per l’adozione di quota 34% (Conte I), obbligando finalmente lo Stato al spendere nel Mezzogiorno una quota di fondi pari alla gente che qui risiede. Ma prima di arrivare al ponte sullo Stretto – prosegue la Orrico- ricordo a me stessa e ai miei colleghi che ci sono decine e decine di opere incompiute nella bella Calabria, decine di ponti che vanno messi in sicurezza, decine di strade franate a causa del dissesto idrogeologico e dell’incuria costante del territorio».

«Ricordo che abbiamo da elettrificare la ferrovia ionica e da lavorare ancora molto per la messa in sicurezza di quella statale 106 che viene definita come la “strada della morte”. Ecco, fatte tutte queste cose e rimessa in sesto la Calabria così come la Sicilia sul piano delle infrastrutture di base che consentano a queste regioni di far viaggiare i propri cittadini alla stessa velocità e sicurezza del resto del Paese, solo allora sarà possibile ragionare su un’eventuale opera mastodontica e di grande ingegneria come il ponte sullo Stretto; senza trascurare il fattore “C” che sulle opere pubbliche è sempre in agguato, ovvero quella criminalità organizzata che già fiutava affari milionari quando solo ci si avvicinava allo studio di affabilità del ponte».

«Abbiamo molto da lavorare – conclude Anna Laura Orrico – e tanto stiamo lavorando anche se i risultati probabilmente non sono immediati come si vorrebbe, quindi andiamo avanti sulla messa in sicurezza delle opere già esistenti e sul miglioramento delle infrastrutture. Perché la politica certamente deve avere una visione ma è bene che questa mantenga sempre i piedi ben saldi a terra».

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