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Il porto di Gioia Tauro

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I sindaci di Augusta (Siracusa), Giuseppe Di Mare, e quello di Gioia Tauro, Aldo Alessio, aderendo all’iniziativa promossa dall’ex presidente della regione Calabria Mario Oliverio, insieme a diversi altri sindaci della Calabria e della Sicilia invieranno al premier Mario Draghi ed ai ministri Daniele Franco, Enrico Giovannini, Mara Carfagna e ai parlamentari calabresi e siciliani, una nota con la quale sottolineeranno l’importanza per le due regioni e per i due porti di sfruttare al massimo i fondi del recovery fund.

Ad ufficializzare l’iniziativa sono proprio i due sindaci che ribadiscono la necessarietà di alcuni punti fondamentali per rendere realmente fattibile lo sviluppo concreto del territorio del Mezzogiorno e in particolare delle due regioni estreme dello Stivale.

«Il dibattito sul PNRR – affermano – non può non tener conto di alcuni punti fondamentali: il prolungamento dell’Alta velocità ferroviaria (a 300 km/h) sulla Salerno-Reggio Calabria e quindi sulla Messina-Catania-Siracusa-Palermo; le grandi infrastrutture del Sud Gioia Tauro, primo porto container italiano, Augusta secondo porto industriale italiano e tutti gli altri porti commerciali nazionali nelle Regioni del Sud; ai grandi sistemi autostradali jonico e tirrenico e le principali trasversali. Si tratta di opere decisive ed imprescindibili per la crescita del Sud in un disegno di rafforzamento della coesione e di rilancio dell’economia nazionale».

In questo quadro «la realizzazione dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina diventa una scelta coerente e funzionale ad un disegno di grande impatto e valenza strategica. I porti di Augusta e Gioia Tauro possono avviare una politica di cooperazione su specifiche attività per creare sinergie e realizzare un vero e proprio sistema di quarta generazione che, così realizzato (attraverso un processo forte di digitalizzazione che sfoci in un Port Community System) diverrebbe il primo sistema portuale per traffico merci d’Italia capace di puntare alle due parole chiave del PNRR: digital e green. Non può passare inosservato che le risorse europee sono state distribuite tra gli Stati in base a tre indicatori principali: popolazione residente, Pil procapite, crescita della disoccupazione».

In base a questi parametri «il Sud e le regioni più estreme, Sicilia e Calabria, devono essere destinatarie di quote rilevanti in quanto primeggiano per basso Pil e disoccupazione e in rischio povertà all’interno di un’Europa del benessere. Il sistema nazionale della portualità non può essere concepito solo tra i porti, seppure importanti, di Genova e Trieste e a sostegno dei quali il precedente Governo a Gennaio ha previsto un finanziamento di 500 milioni per Genova e 388 milioni per Trieste, ma bensì attraverso una visione strategica e futuristica della portualità dove il Sud, con Gioia Tauro e Augusta, baricentrici nel Mediterraneo, può dare grande impulso innovativo e competitivo per il rilancio dell’intero sistema nazionale ed europeo, così come ampiamente sostenuto e documentato dalle 6 università calabresi e siciliane».

In conclusione per Di Mare e Alessio appare «insostenibile pensare ad una proposta di Recovery Plan senza un preciso obiettivo ‘Sud’ e senza le opere infrastrutturali per esso necessarie, sarebbe priva di respiro strategico e di una lungimirante proiezione per il futuro dell’Italia. Il Sud non può perdere questa opportunità per recuperare il gap accumulato in decenni di squilibri».

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