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REGGIO CALABRIA – La Regione dimentica i diabetici. Non solo i kit necessari alla gestione domiciliare della terapia insulinica, adesso anche l’accesso alle nuove terapie farmacologiche. Vita sempre più dura per l’8% della popolazione calabrese (la percentuale più alta d’Italia) che quotidianamente è costretta a districarsi tra microinfusori, siringhe, strisce e dispositivi vari, in molti casi salvavita. Quindici giorni fa la denuncia contro i ritardi e le irregolarità delle Asp di Reggio, Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone nell’erogazione di tutto il materiale necessario (e dovuto) ai diabetici calabresi. Da allora nulla è cambiato. Anzi, la situazione si è aggravata.

«Quello che oggi sconcerta ancora di più è che i pazienti calabresi non possano ricevere le nuove terapie antidiabete, farmaci classificati da Aifa in Fascia A A-PHT (Lea) che dovrebbero essere subito resi disponibili come già avviene da mesi nelle altre regioni italiane – denuncia Emanuela Zurzolo, presidente della Fedical (Federazione Diabete Calabria), che riunisce dieci associazioni e fa parte della Commissione regionale di diabetologia – La pubblicazione dell’ultimo aggiornamento del Prontuario farmaceutico regionale, pubblicato in data 8 gennaio sul sito del dipartimento Tutela della salute come decreto del commissario ad acta n. 2 del 7 gennaio, contiene l’approvazione da parte della Commissione regionale del Farmaco di almeno tre nuovi farmaci per la cura del diabete tipo 2. Affinché i nuovi farmaci possano essere prescritti è obbligatorio il loro inserimento nel Prontuario farmaceutico regionale. Questo prontuario viene aggiornato due volte l’anno, ritardando i tempi di accesso alle cure per i pazienti calabresi in media di 6 – 8 mesi rispetto alle altre regioni, aspetto, ovviamente, che non riguarda soltanto il trattamento della patologia diabetica, ma diverse cronicità e diversi farmaci salvavita». Ai ritardi di accesso al Prontuario regionale ora si aggiunge un’altra problematica: per i farmaci regolarmente inseriti nello stesso Prontuario la Regione non indica quale forma di distribuzione debbano avere. Non esiste un atto ufficiale in cui sia indicato se tocchi alle farmacie territoriali delle Asp consegnarlo, costringendo i pazienti a lunghi spostamenti e inevitabili attese, o se tocchi alle farmacie private aderenti a Federfarma. Un vulnus che pagano, a caro prezzo, i pazienti. Un cortocircuito che porta oggi Fedical a scrivere alle autorità competenti, dal commissario ad acta Saverio Cotticelli al direttore generale del dipartimento Salute Antonio Belcastro, dal direttore generale del dipartimento della presidenza della Regione Fortunato Varone ai vertici di tutte le Asp, per chiedere un incontro urgente al fine di risolvere definitivamente la problematica.

«Il paradosso di questa situazione è che in questo decreto dell’8 gennaio vengono indicati i centri prescrittori e non la via di distribuzione. E’ stata una svista o una colpevole mancanza per prolungare i tempi di accesso e ipotizzare fantasiosi risparmi? – si domandano da Fedical – Chi ne paga le conseguenze è, ovviamente, il paziente».

E sì, perché i pazienti con le prescrizioni dei nuovi farmaci si recano presso le farmacie private. Ma queste non potendo distribuire il farmaco, rimandano il paziente al medico prescrittore che, a sua volta, invita il paziente a recarsi presso le farmacie territoriali della singola Asp. Ma ad oggi le stesse Asp non conoscono, o meglio, non hanno ricevuto indicazioni in merito da parte del dipartimento Salute e, di conseguenza, ritardano le procedure per attivare gli acquisti e la distribuzione ai pazienti delle nuove terapie. Insomma, il paziente calabrese deve quindi non solo fare lunghi spostamenti (gli sportelli farmaceutici delle Asp sono pochi, con poco personale e aperti in orari stabiliti) e sorbirsi lunghe code, ma deve anche aspettare che il farmaco venga acquistato da parte di ogni Asp. Un cul-de-sac da cui riesce arduo districarsi.

«Quand’è che i pazienti calabresi con diabete (e con altre patologie) potranno curarsi con le nuove terapie con gli stessi tempi delle altre regioni? Quando potranno trovare i nuovi farmaci presso le farmacie delle proprie città o dei paesi di residenza, come già avveniva in un recente passato? Quando verrà attivata la distribuzione che consentirebbe ai pazienti di ritirare il farmaco nelle farmacie vicino casa? – si interroga Zurzolo – Tutto questo porta alla mancata presa in carico del paziente, alla non aderenza terapeutica e alla conseguente insorgenza delle complicanze, alla non applicazione dei Lea. Ad oggi non vi è un approccio regionale ragionato e condiviso capace di approfondire il rapporto tra accesso all’innovazione e sostenibilità economica».

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