Il museo archeologico di Reggio Calabria

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Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar che aveva bocciato la nomina di diversi direttori di musei italiani

REGGIO CALABRIA – Carmelo Malacrino torna a guidare il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar sui direttori dei musei, che da oggi tornano in servizio. A ottobre la decisione definitiva. Con le ordinanze numero 2471 e 2472 di ieri, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha fissato l’udienza pubblica al 26 ottobre per decidere con sentenza le questioni concernenti la legittimità delle nomine dei direttori dei musei del ministero per i Beni culturali.

Nel dettaglio, i giudici amministrativi di secondo grado, «considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado titolari di incarichi che durante il corso del processo continuano a svolgere, ha deciso, in via cautelare, che i direttori, le cui nomine erano state annullate dalle sentenze del Tar, riprendano a svolgere le loro funzioni in attesa della sentenza, a tutela della loro posizione lavorativa e retributiva (venuta meno con effetto immediato a seguito dell’annullamento del Tar».

Insomma Palazzo Spada ha totalmente ribaltato il verdetto del Tar (LEGGI LA NOTIZIA) e adesso i direttori dei musei potranno ritornare al loro lavoro dopo le polemiche di queste settimane.

«Molto felice di poter portare avanti un progetto di valorizzazione al Museo che stava dando risultati incoraggianti – il commento a caldo del direttore Malacrino – Mi spiace solo degli effetti di questo stop sulla programmazione estiva, ma lavoreremo al massimo per recuperare».

I siti coinvolti, oltre Reggio, sono il museo archeologico nazionale di Napoli, il museo nazionale archeologico di Taranto, le gallerie estensi di Modena e il palazzo ducale di Mantova, i cui direttori erano stati “licenziati” dalle sentenze del Tar del 25 maggio scorso.

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