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Tanya Radeschi nello studio di Reggio Calabria

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REGGIO CALABRIA – E’ l’unico centro in tutto il Sud Italia specializzato in filosofia tantrica, nato grazie alla caparbietà di due giovani: il calabrese Francesco Calabrò e l’emiliana Tanya Radeschi, marito e moglie. La loro filosofia è quella di affrontare stress, stanchezza e mancanza di equilibrio scaturiti dalla vita quotidiana, riscoprendo il giusto equilibrio tra mente e corpo, grazie a una vasta gamma di trattamenti. 

Lo studio “Luxury Massage” si trova a Reggio Calabria e in poco tempo è diventato un punto di riferimento nazionale non solo per le tecniche di massaggio, ma anche perché Calabrò e Radeschi sono diventati “master tantra”, istruttori nazionali che curano la formazione di altri operatori del settore. Iniziative che, fino all’esplosione dell’emergenza per il coronavirus, hanno portato entrambi in giro per l’Italia, con progetti tenuti in diverse regioni e che riguardano anche corsi di meditazione.

«Abbiamo scoperto e approfondito la cultura del massaggio orientale tantra dopo un viaggio in India – ha evidenziato all’AGI Tanya Radeschi – studiando ogni suo aspetto. Si tratta di una pratica poco diffusa in Italia, così in tanti ci hanno spinto a provare, facendoci superare la titubanza iniziale e fino a scoprire che l’esperienza è stata accolta molto bene».

Francesco Calabrò

La reazione dei calabresi, davanti ad una filosofia che unisce corpo e mente, non è stata subito semplice: «A svolgere i trattamenti sono persone di un ceto medio alto – ha spiegato Radeschi – che prima di prenotare si informano con attenzione sulla nostra filosofia. All’inizio, invece, c’è stata tanta titubanza da parte della gente, che confondeva il tipo di servizio, e che abbiamo superato grazie ad una buona comunicazione».

L’emergenza coronavirus ha, intanto, portato alla chiusura del centro e alla sospensione di tutte le iniziative previste in varie regioni italiane, ma Calabrò e Radeschi sono pronti a ripartire: «Aspettiamo che siano fornite le disposizioni da seguire – ha sottolineato Radeschi – consapevoli che le accortezze saranno maggiori. Noi usiamo già diversi tipi di protezioni e di prodotti che garantiscono sia il cliente che l’operatore, ma pensiamo possa essere previsto anche l’uso delle mascherine».

Il problema del centro, che opera grazie ad un’associazione culturale, è quello di conoscere i tempi per la riapertura e il modo, tenendo conto anche della possibilità che possa essere assimilato ad un centro benessere o estetico: «Per fortuna il centro è una passione e nella vita svolgiamo altre attività lavorative – spiegano i responsabili – anche per questo non abbiamo ricevuto alcun tipo di aiuto. L’obiettivo, pur non essendo un normale centro estetico, è comunque quello di operare rispettando tutte le regole che saranno predisposte per i settori compatibili con la nostra attività».

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