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Marcello Fonte

Tempo di lettura 3 Minuti

CALABRESE doc nella vita, siciliano nella serie tv “I Know This Much is True”, dove Marcello Fonte interpreta un emigrante che approda a Brooklyn insieme al fratello, diventando capostipite di una famiglia tormentata, quella che anni dopo causerà trami e dolori nei gemelli Dominic e Thomas Birdsey (un doppio Mark Ruffalo).

Domenica scorsa in Usa su HBO è andato in onda il quinto e penultimo episodio della serie, e qui nel racconto entra in scena il “nostro” Fonte, protagonista di una storia antica: a riesumarla dal passato è Dominic in vecchie carte che gli svelano le radici maledette della famiglia Birdsey. L’attore reggino è Domenico Onofrio Tempesta, nonno materno dei gemelli Birdsey, il quale, molto tempo prima delle vicende narrate, aveva vissuto un rapporto controverso e crudele con il fratello, abbandonandolo e arrivando a causarne la morte.

Insomma, un ruolo da cattivo in piena regola per il Marcello reggino, dopo il piccolo criminale dal cuore d’oro di “Dogman”, il poeta stralunato di “Aspromonte” e l’alienato di “Vivere”. Una partecipazione da guest star, ma importante perché in un film tv che ha molto colpito critica e pubblico e si annuncia come supercandidato ai principali awards statunitensi. In Italia dovremmo vederlo a breve su Sky Atlantic: l’uscita americana è slittata dopo la crisi Covid e la serie è partita in ritardo lo scorso 10 maggio, ma adesso, vicini alla conclusione della prima e unica stagione, tutto è già pronto per far seguire in tempi brevissimi le altre versioni quasi in contemporanea.

Protagonista della serie tratta dal romanzo di Wally Lamb (titolo italiano “La notte e il giorno”, edito da Longanesi) è Mark Ruffalo nel duplice ruolo dei gemelli Dominic e Thomas – il primo apparentemente un uomo comune ma in realtà dissestato da conflitti interiori irrisolti, il secondo schizofrenico e ossessionato da un’imminente punizione divina per i peccati americani della guerra del Golfo (la storia si svolge nei Novanta in Connecticut).

Tutto inizia quando nella sala di una biblioteca, un delirante Thomas, al termine di un folle comizio, si amputa la mano con un coltello e viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico criminale. Dominic, oppresso da un senso di colpa nei confronti del fratello di cui si era fino ad allora disinteressato, lotterà per portarlo a casa e prendersi cura di lui. Procedendo nella storia attraverso flashback, scopriremo che i problemi dei gemelli hanno radici nelle memorie familiari, a ritroso fino a quel nonno con la faccia di Marcello Fonte barbuto, emigrante che nel primo Novecento aveva costruito senza scrupoli la sua fortuna nella terra dorata delle promesse, lasciandosi dietro cadaveri e comprando la donna che desiderava come moglie.

La serie, nel cui cast ci sono anche Melissa Leo e Juliette Lewis, è un piccolo gioiello per telecinefili: il regista è l’italoamericano Derek Cianfrante (suoi i cultissimi “Blue Valentine”, “Come un tuono”), reduce da un lungo stop, che dirigendo questa storia di intrighi e passioni private ha ritrovato l’ispirazione e – sembra – persino medicato qualche spleen personale; il protagonista Ruffalo, bravissimo, è intensamente dentro il ruolo perché nella vita ha perso un fratello in circostanze drammatiche. Inoltre, questo lavoro gli ha fatto guadagnare un ingaggio nella serie più attesa della prossima stagione, quella tratta dall’osannato film “Parasite”, e di cui Ruffalo dovrebbe essere il protagonista. Marcello Fonte, guitto naturale, continua a schermirsi dalla qualifica professionale di attore.

Curioso della vita e del mondo, sul set hollywoodiano ha improvvisato molto ed esportato la calabresità con il dialetto, la tarantella, la musica popolare (Melissa Leo, figlia dell’emigrante Tempesta, in una scena suona il flauto). Per non smentirsi, pare che, in omaggio alle origini italiche, abbia pure invitato il paesano Mark Ruffalo in Calabria…

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