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Una formazione del Brancaleone

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Tredici punti, secondo posto in classifica, morale alle stelle dopo l’exploit in casa della capolista e tanta voglia di divertirsi, lavorando scrupolosamente. La squadra della settimana, nel girone B di Promozione, è sicuramente il Brancaleone. In un torneo che si sta rivelando veramente interessante nelle zone di vertice, la vittoria con lo Sporting Catanzaro Lido (che rimane in vetta e resta una gran bella realtà) ha alzato le quotazioni della squadra di Alberto Criaco, al solito veramente ostica da battere.

La forza del gruppo

Quando una squadra vince a prescindere dagli interpreti, significa che di fondo c’è tanto lavoro. Che alla base c’è una preparazione quasi maniacale delle partite da parte dell’allenatore. Che tutti si sentono partecipi dello stesso progetto. L’assenza in extremis del bomber Rubertà è stata colmata sul campo con delle adeguate contromisure. Davvero una gran bella partita quella disputata al Centro Tecnico Federale di Catanzaro, giocata su ottimi livelli e con trame di gioco di categoria superiore. Sicuramente la superficie in sintetico aiuta e non poco, ma onore e merito ai vinti e ai vincitori.

L’esempio di Giovanni Galletta

Il capitano ha corso come un ragazzino. Si è sacrificato per la squadra, come sovente gli succede. Va verso i 39, ma rappresenta sempre un esempio per tanti giovani che si affacciano a questo sport. Porta con sé non solo l’orgoglio di giocare per la squadra del proprio paese, ma anche la voglia di divertirsi e l’esigenza di lanciare un segnale a tutto il gruppo. Questa squadra si regge anche grazie a lui.

Il gol che non ti aspetti

Vedere segnare Daniele Galletta è una cosa inaspettata, perché succede raramente. È abituato a fermare gli attaccanti avversari, ma questo Brancaleone sfrutta come pochi le palle inattive. E allora è arrivato il giorno in cui anche il difensore ha saputo regalarsi una giornata da star. Ci aveva provato Virgara, qualche minuto prima, mandando alto. Stesso schema e stavolta Daniele Galletta non ha sbagliato, andando a liberare la propria esultanza. La squadra di Alberto Criaco ha mille risorse.

La scoppola salutare

Forse qualcuno aveva intonato il “de profundis” troppo presto. Perché è vero che il Brancaleone ha preso 4 schiaffi in casa dell’Archi, ma capita, nell’arco di un campionato, di attraversare una giornata storta. Ed era successo anche l’anno scorso, prima della sospensione per il covid. In quella circostanza era stato il San Giorgio a rifilare un poker al Brancaleone, che però nelle difficoltà trova la forza per risollevarsi. E la squadra sta facendo anche meglio dello scorso anno, avendo due punti in più e trovandosi a -2 dalla vetta.

Le ambizioni della società e del tecnico

La dirigenza porta avanti il gioco del calcio con passione, serietà, senso di ospitalità e accoglienza. Brancaleone da anni è un esempio per tutti. L’ambizione principale è questa: divertirsi e regalare qualche emozione al paese e al circondario. Poi c’è l’ambizione di un allenatore, Alberto Criaco, abituato a parlare con i fatti, con le vittorie (è stato fra gli artefici del “miracolo” Bovalinese assieme al ds Amato) e con un lavoro meticoloso durante la settimana. Certe cose non si improvvisano. Vengono studiate, provate e riprovate. Tecnico ambizioso, Criaco, ma anche riflessivo, con una dote non comune, vale a dire l’autocritica: sa riconoscere quando le cose non vanno bene. Però attenzione: perché chi affronta il Brancaleone va spesso e volentieri in crisi.

Il futuro

Si guarda a domenica, alla gara con il San Gaetano Catanoso. Ci sarà un nuovo portiere, Laganà, in arrivo dal San Giorgio, e mancherà Simone Galletta, espulso a Catanzaro, dove, non dimentichiamo, in dieci la squadra ha retto alla grandissima (e anche questo è un gran bel segnale). Servirà un’altra prova gagliarda. Questo Brancaleone darà fastidio a tutti. Parecchio fastidio.

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