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Rino Gaetano

Tempo di lettura 9 Minuti

Dalla sua nascita ad oggi, 40 pillole su Rino Gaetano per conoscere qualcosa in più del cantautore calabrese, definito il principe dell’Allegoria del Novecento, a 40 anni dalla tragica morte avvenuta in un incidente stradale a tarda notte a Roma.

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1950

Il 29 ottobre nasce a Crotone Salvatore Antonio Gaetano: fin dalla nascita la sorella Anna abbrevierà il suo primo nome in “Rino” e da allora tutti lo chiameranno così.

Per motivi di lavoro il padre Domenico e la madre Maria decidono di trasferirsi a Roma con i due figli. Inizialmente trovano sistemazione e lavoro in viale Tirreno.

1960
1961

La vita della famiglia Gaetano è difficile e così i genitori mandano Rino al seminario della Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni in provincia di Terni, scelta dettata più da esigenze pratiche che da convinzioni religiose. Rino si ritrova così solo e distante dalla famiglia, in un ambiente molto rigido e diverso da quello familiare.

Rino compie diciotto anni. Stringe le sue prime amicizie «romane». Insieme ad alcuni ragazzi forma un gruppo musicale, i Krounks, dove suona il  basso: il gruppo esegue cover, ma Rino scrive anche moltissime canzoni. È affascinato dalle grandi star internazionali come Bob Dylan e i Beatles e da una nuova generazione di cantanti italiani che si esprimono in modo originale come Celentano, Jannacci, I Gufi, Gianco, Pieretti, De André…

1968
1969

A Rino arriva il congedo illimitato dal servizio militare per via dell’invalidità civile del padre. Si arrangia con dei piccoli lavoretti, avvicinandosi nel contempo al teatro dove fa di tutto, dal cabaret al teatro di strada, persino il fonico. Comincia anche a frequentare il Folkstudio, noto locale romano all’epoca diretto da Giancarlo Cesaroni, dove si esibiscono moltissimi giovani. Qui conosce Ernesto Bassignano, Antonello Venditti e Francesco Dé Gregori, praticamente coetanei e anche loro in cerca di fortuna.

La famiglia Gaetano si trasferisce in via Nomentana Nuova 53, dove i genitori, diventando portieri, hanno a disposizione il seminterrato dello stabile. La casa è piccola e le finestre si affacciano sul marciapiede: l’unico panorama che si può ammirare attraverso le grosse sbarre dei vetri sono le gambe delle persone che passano. Per Rino, che vive con i suoi in quell’abitazione, il cielo blu è solo un miraggio.

1970
1971

Dati i problemi economici della famiglia, Rino deve cercarsi delle entrate certe. Attraverso conoscenti, il padre gli procura un posto in banca, un lavoro ben retribuito e sicuro. Rino, diplomato in ragioneria ma con sogni ben diversi, riesce a trovare un piccolo compromesso con i genitori: avrà a disposizione un ultimo anno per provare a sfondare, altrimenti dovrà rassegnarsi a lavorare in banca.

Rino riesce a iscriversi alla SIAE e, introdotto dal suo amico Antonello Venditti, si presenta a Vincenzo Micocci, della casa discografica IT, con lo pseudonimo di “Bacom”. In un primo momento Rino è intenzionato a impegnarsi solamente come autore. Contemporaneamente ottiene un provino dalla etichetta discografica Beli Disc di Milano e incide un primo 45 giri contenente La Ballata di Renzo e I Love You Maryanna che però non sarà mai stampato.

1972
1973

Finalmente esce il suo primo 45 giri prodotto dalla IT, che si deve considerare una specie di prova vocale, dove, con lo pseudonimo “Kammamuri’s” troviamo le canzoni I Love You Maryanna e Jaqueline.

La casa discografica RCA, che ha come affiliata la IT, propone Rino come autore a Nicola Di Bari, che nel 1971 aveva cantato brani di Tenco. Rino scrive per il cantante Prova a chiamarmi amore, Questo amore così grande e una versione modificata nel testo e nel significato di Ad esempio a me piace… il Sud presentata per la prima volta a “Canzonissima”

1974
1975/1

Rino Gaetano insieme a molti altri cantanti partecipa alla manifestazione “Trianon ’75”, a Roma, che diventerà un doppio album molto suggestivo, dove Rino canta dal vivo, accompagnandosi solo con la chitarra, Ad esempio a me piace… il Sud.

Nel 1975 ottiene il primo grande successo pubblicando Ma il cielo è sempre più blu, un 45 giri atipico: praticamente contiene una sola canzone divisa in due parti, una su ognuno dei due lati. Fin da subito viene molto trasmessa alla radio e soprattutto all’interno di «Alto Gradimento», viene il molto programma trasmessa RAI di alla Renzo radio e Arbore e soprattutto Gianni all’interno Boncompagni. Non tardano ad arrivare le prime censure: nell’incisione originale della canzone troviamo una frase che forse per l’epoca è ritenuta «politicamente poco corretta»: «chi tira la bomba/ chi nasconde la mano». Questa frase sarà poi ripristinata, e quindi si potrà ascoltare, nel remix della canzone che dj Molella pubblicherà il 15 luglio 2003.

1975/2
1975/3

Ma il cielo è sempre più blu scala la classifica delle vendite e per Rino arrivano i primi guadagni. Finalmente con i primi soldi può prendere la patente e si acquista una Simca 1000 usata di colore verde bottiglia.

In maggio esce l’album «Mio fratello è figlio unico». I dischi della IT vengono registrati e preparati negli studi della RCA con musicisti e tecnici messi a disposizione dall’etichetta discografica. Dopo l’uscita del disco, Rino Gaetano parte subito in tournée affiancato dai Perigeo

1976
1977/1

Rino è impegnato a ultimare l’album «Aida», che uscirà in primavera. Va sottolineato che nel clima socio-politico di quel momento, molti cantanti vengono conte­stati, ma a Rino Gaetano viene riconosciuta una purezza che lo tiene al di fuori delle contestazioni.
Inedita dal titolo Marziani noi.

Cresce sempre di più la popolarità del cantautore che però è ancora co­stretto a scontrarsi con la censura: per esempio in una apparizione televisiva a «Domenica in», in quell’anno condotta da Corrado, è costretto a tagliare la parola «coglione» dalla canzone Spendi spandi effendi.

1977/2
1978/1

Il 26 gennaio entra nelle case degli italiani Gianna. Rino Gaetano partecipa al 28° Festival di Sanremo ottenendo un enorme successo: arriva al terzo posto nella classifica finale, ma scala la classifica delle vendite, dove rimane al primo posto per diverse settimane.

Alcuni fan non approvano la sua scelta di partecipare a Sanremo, lo stesso Rino in un primo momento non ne è convinto, soprattutto di farlo con una canzone commerciale come Gianna: preferirebbe presentarsi con Nuntereggae più, ma i discografici spingono per Gianna fino a convincerlo. Rino Gaetano comunque cerca di distinguersi dal contesto presentandosi in maniera atipica con un cilindro in testa, ukulele, frac e scarpe da tennis, accompagnato da strani coristi che poi non sono altri che i Pandemonium.

1978/2
1978/3

Con Gianna per la prima volta a Sanremo viene pronunciata la parola «sesso».

Nel corso dell’anno ritroviamo Rino impegnato in una tournée per l’Italia, partecipa anche a varie serate e manifestazioni fra cui va ricordato «Discomare ’78» anche per la polemica che scoppia nella serata finale: la RAI infatti, o chi per essa, cerca di impedire al cantante di esibirsi con Nuntereggae più; Rino per protesta lascia la manifestazione.

1978/4
1979/1

A questo punto della carriera Rino Gaetano viene ceduto dalla IT alla RCA (come avviene per tutti quelli che arrivano a un certo successo) e proprio per la nuova etichetta esce l’album «Resta vile maschio dove vai», dove anche l’immagine di Rino subisce una trasformazione (basta guardare la scelta della foto di copertina): ora è più professionale e commerciale.

In ottobre al «Discoestate», a Rieti, obbligato a cantare in playback, Rino invece di muovere la bocca per far finta di cantare, si fuma una sigaretta

1979/2
1980/1

In maggio in RAI, partecipa alla serata per i vent’anni dalla morte di Fred Buscaglione dove interpreta, rivisitandola e aggiornandola, Il dritto di Chicago.

A fine anno, presentata da Shel Shapiro, prende il via una nuova tournée, dove Rino si esibisce a fianco di Cocciante e dei Perigeo. Da questa sinergia esce «Qconcert», contenente quattro canzoni fra cui Insieme e la splendida  interpretazione di A mano a mano di Cocciante eseguita da Rino Gaetano.

1980/2
1981/1

Il 31 maggio Rino Gaetano fa la sua ultima apparizione in TV cantando E io ci sto, mentre sta preparando un nuovo tour con Anna Oxa e i Perigeo, incidendo al contempo delle canzoni con la Oxa fra cui La gallina coccodè di Battisti.

Il 2 giugno, da solo, alle prime luci del mattino, Rino muore. Come al solito aveva cercato degli amici per passare la serata e poi era rimasto solo. Stava tornando a casa, alle 3,55 a bordo della sua Volvo 343 grigio metallizzato, targata Roma 240932, all’incrocio di via Nomentana con via Carlo Fea, vicino a via XXI Aprile, finisce sulla corsia opposta e si schianta contro un camion, un Fiat 650 D che è diretto ai Mercati Generali.
Rino sbatte violentemente la testa sul vetro ed entra in coma, arrivano i soccorsi e viene portato al Policlinico che però è privo di un reparto per craniolesi. Si cercano disperatamente altri ospedali, ma non si trova un posto e così dopo due ore Rino ci lascia per sempre.

1981/2
1981/3

Colpiscono le tremende somiglianze con la sua prima canzone incisa La Ballata di Renzo.

Forse un colpo di sonno o un malore: l’autopsia rivela un possibile collasso prima dell’incidente, l’autista del camion racconta di aver visto Rino accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi un attimo prima dell’impatto.

1981/4
1981/5

Il 4 giugno, alle 11,30 del mattino, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù e sul lungotevere Prati, proprio nella chiesa di padre Simeone e dove Rino si sarebbe sposato, si svolge il suo funerale.
Rino inizialmente viene sepolto nel piccolo cimitero di Mentana fino al 17 ottobre quando è trasferito al cimitero di Verano, nel riquadro 119, piano terra, cappella V, loculo 10.

Ma il cielo è sempre più blu è anche l’inno ufficiale della squadra di calcio del Crotone.

Curiosità/1
Curiosità/2

Un avvocato ed ex sindaco di Agropoli, Bruno Mautone, ha scritto un libro in cui sostiene che Rino Gaetano era massone ed è stato ucciso dai poteri forti. La tesi molto bizzarra ha alimentato molte leggende in Rete.

Due canzoni di Rino Gaetano hanno dato il titolo ai film “Il cielo è sempre più blu” di Antonello Grimaldi e a “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Lucchetti. Da segnalare anche il commento di A mano a mano nel film “Allacciate le cinture” di Ferzan Optezek.

Curiosità/3
Curiosità/4

Un giovane chiamava ogni giorno una radio romana per chiedere che venisse trasmesso un successo di Gaetano. Stanco dell’andazzo, lo speaker gli avrebbe detto: “Ma ti sei proprio innamorato di questo Rino Gaetano?“. Dall’altro capo del telefono la risposta: “Sono io“.

In ottobre Giorgio Panariello condusse su Rai Uno il varietà Ma il cielo è sempre più blu. Il titolo della trasmissione era un chiaro omaggio a Gaetano e la sorella del cantautore, Anna, fu una degli ospiti della prima serata.

2004
2006

Il Pds adotta Ma il cielo è sempre più blu come inno del partito.

Marco Bellocchio ha realizzato uno spot per la Banca Monte dei Paschi utilizzando Il cielo è sempre più blu.

2009
2017

Il 4 aprile, il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, insignisce della medaglia d’oro alla cultura non il menestrello del nonsense, ma il principe dell’allegoria del Novecento: Rino Gaetano.

Un pannello alto 9 metri e largo quasi 8 con la scritta “Benvenuti a Crotone dove il cielo è sempre più blu” con l’effige del cantautore è collocato sulla fiancata di uno degli edifici delle case Aterp che si incontrano percorrendo viale Gandhi all’ingresso della città. In città lo ricorda anche una statua

2020

Notizie tratte da “Rino Gaetano, Ma il cielo è sempre più blu”
curato da Massimo Cotto
per Mondadori, Donna Moderna, Enciclopedia Treccani, Ansa, Corriere.it

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