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Cambia guida alla Soprintendenza
La Bonomi lascia a Di Gennaro

Calabria

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SIMONETTA Bonomi, Soprintendente per i beni archeologici per la Calabria torna a Casa. Su sua richiesta, infatti, prenderà presto servizio nella nativa Padova. Al posto della Bonomi, in Calabria arriverà, a guidare l’ufficio così delicato, Francesco Di Gennaro, che dirige attualmente il museo nazionale d'Arte Orientale “Giuseppe Tucci” e il Museo nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”.   

Tra le esperienze professionali di Di Gennaro, spicca quella da ispettore Archeologo dal 10 febbraio 2006 e di archeologo direttore coordinatore, con responsabilità in un settore territoriale della Soprintendenza Archeologica di Roma. Inoltre, è professore a contratto dell'insegnamento di Antichità italiche all’Università di Cassino.

Tornando alla Bonomi, la lettera del ministero che conferma il suo passaggio a Padova è arrivata insieme a quella di risposta, dello stesso Mibac all’interrogazione presentata dal senatore Nicola Morra (M5S) sulle polemiche relative ai lavori di Capocolonna, in cui il dicastero ha dato ragione alla Soprintendente, su tutta la linea. 

«La risposta - dice in merito la Bonomi - non è indirizzata a noi, ma al senatore Morra. Il mio passaggio a Trieste - precisa - è una questione a livello nazionale, e nulla c’entra con le polemiche ci Capocolonna. C’è solo una coincidenza temporale, ma nulla di più. Per intenderci non sono stata trasferita perchè sono stata punita. Ma è stata una mia decisione di tornare a casa». 

In effetti, l’approdo di Simonetta Bonomi a Triste era già nell’area, e lei stessa l’aveva, in qualche modo, preannunciato dopo una delle riunioni svoltesi nella prefettura di Crotone. L’avvicendamento tra Bonomi e Di Gennaro è avvenuto, infatti, nell’ambito della riorganizzazione del ministero per i beni culturali, con la divisione tra tutela e valorizzazione. I trasferimenti, poi, ad un certo punto si sono bloccati per la verifica di alcune posizione di dirigenti che avevano chiesto il trasferimento.

«In Calabria - ha detto ancora la Bonomi - non potevo più restare, considerato che ho già esaurito due mandati. Non andrò via subito, considerato che adesso - aggiunge la Bonomi - effettuerò le consegne, che di per se sono un fatto piuttosto complesso. Quindi, non so materialemente, ancora, quando prenderò possesso della mia posizione a Padova». 

La stessa Soprintendenza in Calabria ha vissuto momenti non certo tranquilli, specie negli ultimi tempi. Oltre alla già citata querelle di Capocolonna (LEGGI LA POLEMICA), si ricorderà la polemica sul mancato assenso al trasferimento dei Bronzi di Riace all’Expo di Milano (LEGGI LA POLEMICA CON SGARBI). 

Restando a Crotone, poi, da sottolineare anche le critiche ricevute dall’ufficio diretto dalla Bonomi per il villaggio Scifo (LEGGI), ma anche ai furiosi contrasti con Comune e Provincia di Crotone per l’utilizzazione del Castello di Carlo V ed il successivo progetto di riqualificazione affidato a Dezzi Bardeschi, fortemente criticato dalle associazioni locali, sia per i costi che per gli stessi contenuti.   

«Sulla questione del castello di Carlo V - ha detto la soprintendete per la Calabria - il tutto al momento è congelato, in attesa che arrivino ulteriori fondi. Per quanto riguarda l’Antica Kroton anche qui è ancora tutto fermo, considerato che non abbiamo avuto alcuna interlocuzione con la nuova amministrazione regionale, ed il cambio dei dirigenti non ha aiutato a riprendere celermente il dialogo».

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