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Giornalismo che resiste alla mafia
Il "Borsellino" a Michele Albanese

Calabria

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CINQUEFRONDI (REGGIO CALABRIA) – Sarà consegnato a Michele Albanese e don Pino De Masi il premio nazionale “Borsellino”, per essersi distinti nella difesa della legalità e dell’impegno sociale e civile per una società migliore e più giusta per tutti. L’ambito riconoscimento istituito, nel 1992 da Antonino Caponnetto e dall’associazione culturale “Società Civile di Teramo” con la collaborazione dei Comuni di Giulianova, Pineto e Roseto degli Abruzzi, verrà consegnato sabato, a Pescara, nel corso di un’iniziativa cui parteciperanno, tra gli altri vincitori, proprio Albanese e don De Masi che racconteranno la loro testimonianza di vita.

Albanese, giornalista del Quotidiano del Sud sotto scorta, sarà premiato, secondo quanto hanno scritto gli organizzatori dell’evento, per «l’instancabile attività di rappresentante del giornalismo che resiste alla mafia, che da tempo e senza posa porta avanti un grande lavoro per l’affermazione della legalità. Per il grande impegno profuso nella promozione dei valori della legalità. Per aver resistito alla prepotenza della mafia ‘ndranghetista che crede di poter travolgere tutto e tutti pur avendo conosciuto la crudeltà della violenza mafiosa sempre su postazioni di prima linea pur consapevole dei grandi rischi».

Don Pino De Masi invece, riceverà il riconoscimento per l’impegno sociale e civile, in qualità di «interprete del messaggio di Cristo che, con suo impegno concreto nella società, porta avanti il suo dovere di giustizia, a qualsiasi costo, per costruire un futuro migliore. I suoi successi operativi nella gestione dei beni confiscati danno concretezza alle speranze di legalità, di sviluppo e di convivenza degli uomini onesti del sud che guardano alle istituzioni con fiducia».Tra gli altri vincitori del premio “Borsellino” Ilaria Cucchi, Vincenzo Ciconte, Rossano Ercolini, Donatella D’Amico, per impegno civile, Anna di Carlo per l’impegno sociale, Fausto Cardella, Giandomenico Lepore, Francesco Lo Voi, Salvatore Dolce per la legalità, Tony Gentile per la Cultura, Fabrizio, Feo, Nello Trocchia, Arnaldo Capezzuto e Domenico Iannacone, per il giornalismo.

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