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Jasmine Trinca passeggia tra le statue del Mab
«La mia carriera da attrice iniziata per caso»

Calabria

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COSENZA - Nonostante i primi freddi autunnali, a Cosenza è arrivata la Primavera… del Cinema Italiano. Ieri pomeriggio, corso Mazzini ha assunto le sembianze di un vero e proprio red carpet. A calcare il tappeto rosso del Mab, l’attrice italiana Jasmine Trinca che da piazza Kennedy ha percorso il Museo all’Aperto Bilotti, fino a raggiungere il Cinema Modernissimo dove in serata si è tenuto un incontro con la stessa attrice e la successiva proiezione del lungometraggio “Non Essere Cattivo”, film postumo di Claudio Caligari.

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Niente abito lungo in stile Hollywood stavolta per l’attrice, bensì abbigliamento sobrio ma di gran classe. Lungo il corso principale della città affollato come sempre, in un solito sabato pomeriggio, Jasmine Trinca ha passeggiato con fotografi al seguito, tra i passanti che incuriositi si fermavano ad osservare l’attrice accompagnata dallo staff della manifestazione. Qualcuno più audace si è fatto avanti tra la folla per scattare qualche foto con l’artista o meglio ancora un selfie da twittare immediatamente. E c’è stato anche qualche aspirante attore che le ha rivolto domande sulla sua carriera e chiesto consigli per diventare veri e propri professionisti.

L’attrice, disponibilissima e molto cordiale con i fan, ha dunque incontrato la città di Cosenza ed ammirato le statue del Mab. Nell’appuntamento successivo al Cinema Modernissimo, ha poi dichiarato di essersi soffermata in particolare sugli archeologi di De Chirico. La Trinca infatti, prima del suo esordio sul grande schermo, con Nanni Moretti, era iscritta al corso di laurea di archeologia. «Credevo che la mia carriera cinematografica, iniziata per caso, si fosse conclusa con quel mio primo film – ha confessato l’attrice – io volevo fare l’archeologa». A quanto pare però, l’archeologia è rimasta solo una grande passione, vista la sua carriera folgorante sul grande schermo. Appena diciannovenne Jasmine Trinca ha esordito in “La Stanza del Figlio”, per poi collaborare con registi del calibro di Pierre Morell, Sergio Castellitto, Giovanni Veronesi.

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