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Cifre da capogiro per un quadro di Mimmo Rotella
A Londra l'opera del calabrese venduta a 1,4 milioni

Calabria
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di EDVIGE VITALIANO

CATANZARO - Un milione e quattrocentomila euro per un’opera di Mimmo Rotella battuta all’asta da Phillipp’s. Berkeley Square, Londra. Una cifra da capogiro che fa esultare sulla sua pagina Facebook, Piero Mascitti direttore della omonima Fondazione, che racconta di averla trovata a casa della moglie di un noto fotografo italiano, avuta in dono da Rotella. Un record che arriva a un mese di distanza dal decennale della morte del maestro del dècollage nato in vico delle Onde a Catanzaro e morto l’ 8 gennaio  del 2006 a Milano.

L’opera battuta all’asta (è del 1964) sulle rive del Tamigi è dedicata al Cinema. Protagonisti una coppia di bellissimi di Celluloide: Sophia Loren e Charlton Heston. Ma non solo. Del resto, la Settima Arte era nel cuore e nel genio del Maestro che del gesto dissacrante di strappare i manifesti fece la sua impronta creativa. Basti pensare alle sue Marilyn, alla Cleopatra col volto di Liz Taylor, agli altrettanto leggendari Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in Casablanca. Vien da chiedersi chi sarà stato il fortunato collezionista che si è aggiudicato l’opera di Rotella per la cifra stratosferica. Di certo, quel milione e quattrocentomila euro farà salire vertiginosamente le quotazioni delle opere dell’artista catanzarese. E chissà cosa direbbe oggi di questa cifra record, Rotella figlio di una modista di cappelli.

Cresciuto tra i colori e le stoffe in quel rivolo stretto nel cuore antico del centro storico catanzarese. Lui, il maestro del dècollage spesso inserito tra gli esponenti della Pop Art ha un passato anche da impiegato presso il ministero delle Poste e Comunicazioni a Roma. Il suo destino, però, non è in giacca e cravatta. La strada da percorrere è un'altra... E su quella strada ci sono anche gli “States” dove Rotella conosce artisti come Rauschemberg, Pollock e Kline. L’America e poi l’Italia. E’ il 1955: Roma, Rotella espone per la prima volta il “manifesto lacerato”. Il resto è storia.

 

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