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Percorso iconografico inaugurato nel Reggino

per venerare ventidue Santi Italo-Greci

Calabria
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STAITI (RC) - E’ stato inaugurato a Staiti il nuovo Museo dei Santi Italo-Greci, realizzato dall’Amministrazione comunale con il contributo dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il museo, unico in Calabria, ospita 22 icone di grandi santi venerati nella regione.

L’allestimento dei lavori che arricchiscono il percorso, realizzati dal maestro iconografo Sergej Tikhonov, è stato curato dall’Associazione Culturale «Archigramma». Un lavoro corale che ha visto impegnati il Gal Area Grecanica come finanziatore dell’allestimento, mentre la ricerca storica e la stesura dei Bios è stata fatta del prof. Eligio Daniele Castrizio. Gli artigiani locali, inoltre, hanno realizzato Teche e illuminazione.

All'inaugurazione hanno preso parte il sindaco di Staiti Antonio Domenico Principato, il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte Giuseppe Bombino, il vice presidente dell’Associazione "Archigramma" Pino Putortì, il sindaco di Bagaladi e presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica Santo Monorchio. «Lo sforzo sinergico di diversi enti in collaborazione con l'associazionismo - ha detto il sindaco Principato - ha prodotto un risultato che rende orgogliosi. La nostra ambizione, adesso, è quella di lavorare per migliorare e ampliare il Museo dei Santi Italo-Greci, puntando anche ad una valorizzazione ai fini turistici della nuova struttura».

Per il presidente dell’Ente Parco Aspromonte, Bombino «il Museo trattiene ed esprime la densa e numerosa presenza dei Santi che hanno vissuto e scelto il nostro territorio come eremo dal quale elevare la preghiera e innalzare lo spirito, e dal quale si sarebbero poi diffusi l’orazione ed il culto. Le Icone esposte nel Museo ci raccontano frammenti di quell'epoca in cui l'incontro con Dio si astrasse dal tutto e si celebrò nell’essenzialità dell’incontaminata e aspra natura che si fece tenera e dolce nel sacrificio e nell’umiltà dei suoi Santi. Occorre, dunque - ha concluso Bombino - recuperare questi valori, unitamente allo spirito e alla spiritualità dei luoghi per scrivere una nuova narrazione del territorio e dell’Aspromonte».

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