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«Rettore dimettiti»: docenti, tecnici e studenti dell'Unical si coalizzano contro Crisci

Calabria
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Il professor Nuccio Ordine legge la bozza di richiesta di dimissioni del rettore Crisci
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RENDE - Il dissenso interno all'Università della Calabria, esploso pubblicamente un paio di mesi fa, ha portato alla richiesta di dimissioni del rettore dell'ateneo Gino Mirocle Crisci, eletto nel luglio di tre anni fa.

Una richiesta che ha preso la forma di una mozione approvata dalla “controassemblea” di docenti, tecnici, amministrativi e studenti dell'ateneo convocata all'University Club e poi trasferita nell'aula 29B, perché la prima sala si è rivelata subito troppo piccola per contenere le presenze, stimate attorno a quattrocento. Nel testo della mozione si «stigmatizzano» le scelte del rettore, a cui si attribuisce la responsabilità delle difficoltà che l'ateneo, secondo docenti e studenti intervenuti, sta vivendo.

Nell'elenco, letto a metà assemblea in una prima bozza da Nuccio Ordine, figurano «l'enorme discrezionalità della gestione», il governo «verticistico», un'offerta formativa «poco moderna, servizi «al di sotto delle aspettative degli studenti, un campus «che vivacchia in agonia», «l'inadeguatezza» dell'attuale guida dell'ateneo sul fronte interno ed esterno.

«Perché un rettore che non si prepara, quando interviene in pubblico, limitandosi a discorsi superficiali o pieni di errori, offre un'immagine degradata dell'ateneo» aveva detto in apertura di dibattito Nuccio Ordine, moderatore dell'incontro insieme all'ex prorettore Guerino D'Ignazio (LEGGI LA NOTIZIA DELLE SUE DIMISSIONI). Ad intervenire, nel corso del dibattito, l'asse forte della (nuova) opposizione al rettore Crisci, come i direttori ed ex alleati Raffaele Perrelli («nel 2013 ho votato Crisci e un programma di moralizzazione dell'ateneo, dopo tre anni devo dire che siamo stati presi in giro»), Franco Rubino («non è più la persona che ho sostenuto»), Paolo Veltri («sin dai primi mesi l'ho richiamato al rispetto del programma»).

Del fronte fanno parte anche i direttori Girolamo Giordano (nel 2013 si candidò al rettorato, poi si ritirò e appoggiò Crisci) e Sergio Greco, che non fu tra i grandi elettori del rettore in carica, i professori Massimo Migliori e Claudia Stancati. Tutti senatori accademici, con l'eccezione di Giordano.

Altro strappo interno all'ex maggioranza è quello dei rappresentanti degli studenti: «Lo avevamo votato perché era il rettore della concordia, ma – ricorda Domenico Tulino, membro del CdA – abbiamo preso le distanze fin da subito». Tra gli interventi, anche quello del presidente del Cams, Roberto De Gaetano, che ha annunciato la sospensione delle attività del teatro auditorium per il 2017. «Non riusciamo a fare programmazione, perché non abbiamo mai contezza delle risorse. In autunno, quando si definisce la stagione, il nostro bilancio segna sempre zero. Così è impossibile chiudere i contratti con le compagnie, definire un cartellone, avviare una campagna abbonamenti. Non si può navigare a vista» spiega.

Un coro unanime, interrotto solo dagli interventi degli studenti del progetto Azadi (il fu collettivo Controverso) o delle ricercatrice Elisabetta Della Corte. Obiezioni sul metodo le loro, più che sul merito. La Della Corte («mi sarei aspettata una contestazione come questa in altri momenti, ad esempio quando è stato scritto il nuovo statuto dell'Unical») ha protestato quando Nuccio Ordine ha tirato fuori e proposto all'aula la mozione, a metà dibattito. «Cos'è? Un documento preconfezionato per un'assemblea pilotata?» chiede. «Pilotata io?» Protesta una collega dai banchi. Nuccio Ordine cerca di riportare ordine, ribadendo che il testo, approvato nel frattempo a maggioranza, è solo una bozza di lavoro, da integrare con gli interventi successivi. Seguono alcuni minuti di stallo, un acceso scambio di battute tra Paolo Veltri ed Elisabetta Della Corte e infine l'approvazione definitiva della mozione, emendata dal direttore di Ingegneria civile con l'aggiunta delle richieste nel frattempo raccolte dagli studenti, dal bilancio partecipato all'orario prolungato per le biblioteche.

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