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Al Rendano di Cosenza va in scena "Natale in Casa Cupiello" nella rilettura di Luigi De Filippo 

Calabria
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Luigi De Filippo in scena
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COSENZA - Sul palco del teatro Rendano di Cosenza sabato - 20.30 - e domenica - ore 18 - un grande ritorno per la “Stagione teatrale 2016/2017”, a cura de L'AltroTeatro.

In scena, Luigi De Filippo protagonista dell'indimenticabile capolavoro di Eduardo “Natale in casa Cupiello”, qui in un'interpretazione più moderna e al passo con i tempi. È il “Natale in Casa Cupiello” secondo Luigi De Filippo che spolvera l'indimenticabile presepe, portando in scena una recitazione con ritmi più serrati. È la prima volta in assoluto che un De Filippo si misura, dopo Eduardo che la scrisse, diresse e interpretò debuttando al Teatro Kursaal di Napoli nel 1931.

De Filippo ha scelto "questa commedia commovente e divertente perché è tra i primi capolavori scritti da Edoardo in età giovanile. Ci sono tutti i semi che hanno fruttato il teatro umoristico".

Con “Natale in casa Cupiello”, sottolinea Luigi "Eduardo assolve in pieno il compito di comunicare le emozioni. La commedia è un esempio di come sia uscito dai confini di Napoli diventando un autore universale". Il desiderio di interpretare uno dei capolavori di Eduardo per Luigi De Filippo è un po' come un ritorno a casa: "Sono stato portabandiera del teatro umoristico di De Filippo: ho sempre creduto - dice - che il teatro di grande tradizione sia quello che il pubblico preferisce. D'altra parte, la funzione del teatro è quella di comunicare belle emozioni. E' la noia che lo distrugge. Bisogna interessare il pubblico, cosa che il teatro di grande tradizione riesce ad ottenere".

Commedia giovanile concepita nel 1931 fra le due grandi guerre come atto unico, assunse la definitiva stesura dei tre atti negli anni seguenti.

La storia è nota. Luca Cupiello è un uomo solitario, semplice, mite, un po’ scorbutico, avanti negli anni. Vive insieme alla moglie Concetta, donna di casa tuttofare, apprensiva e brontolona, al figlio Tommasino, fannullone e mano lesta, pupone di mamma, con un disinteresse verso il presepe che è quasi avversione, e al fratello Pasqualino, uno scapolo indolente e parassita, a pensione sotto lo stesso tetto. L’altra figlia, Ninuccia, è sposata con Nicolino, rozzo uomo d’affari. Il matrimonio è in crisi a causa delle incomprensioni e delle continue liti col marito che l’hanno ormai convinta ad abbandonare il tetto coniugale per l’amante Vittorio, un damerino a suo modo colto e raffinato. Luca appartiene al mondo della borghesia popolare che si accontenta di poco e non fa notizia. Per lui le tradizioni sono sacre e vanno rispettate senza troppe domande, contro ogni tentazione blasfema. Il Natale è la madre di tutte le ricorrenze, è il simbolo della pace e della famiglia unita, come il presepe, icona della natività, è il rifugio dagli eccessi e dalla aggressività che si muove intorno a lui. È l’antivigilia della solennità più importante per un cristiano e attesa da ogni persona che invoca la serenità dello spirito. Come tutti gli anni Luca è intento alla costruzione del suo passatempo preferito, si pensa al pranzo di Natale. I preparativi vengono interrotti e poi guastati dall’arrivo di Ninuccia che confida alla madre i propositi della separazione. Luca è escluso dal “cinguettio” fra le due donne ma quando Concetta viene colta da malore e sviene, la lettera di addio che la giovane donna aveva indirizzato al marito viene persa e raccolta poi da Luca. All’oscuro del contenuto e del dramma familiare che si sta consumando, il poveruomo la consegna al genero, legittimo destinatario. È un disastro di Natale in cui accade tutto ciò che è contrario al messaggio evangelico.

Per Luigi De Filippo, a 87 anni, un’altra prova d’attore nel solco della tradizione dei De Filippo e come sempre circondato da tanti giovani bravi.

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