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Trova un Bot del 1954 in un mobile, ora vale 500 mila euro

La storia del vibonese Gaetano Russo scopertosi ricco a Natale

Calabria
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Il bot trovato in un mobile da Russo
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Per un giovane vibonese emigrato nel Nord Italia Babbo Natale quest’anno ha voluto proprio esagerare. Quando Gaetano Russo ha infatti portato a valutare quel Bot, acronimo di Buono ordinario del Tesoro, risalente a ben 63 anni fa, quasi non ci ha creduto: le 500mila lire emesse dal ministero del tesoro adesso, al cambio attuale, valgono la bellezza di 500mila euro. Per la precisione 498.450. Ed ha quasi dell’incredibile se si pensa che quel titoli di credito emesso dal Tesoro al fine di finanziare il debito pubblico nel breve termine, lo ha rinvenuto per caso, all’interno di un vecchio comò del 1953 acquistato appena pochi mesi addietro. «Se non mi fossi trasferito a Brescia, quattro anni fa, tutto questo non sarebbe avvenuto», afferma al telefono.

Chiamalo fato, chiamala fortuna, sta di fatto che q una concatenazione di eventi, unita alla sua passione per l’antiquariato ha fatto sì che questo giovane dipendente delle Poste si ritrovasse con una fortuna nelle mani. Fortuna per la quale adesso dovrà avviare una battaglia per il riconoscimento delle sue istanze visto che - come ben si sa - il ministero delle Finanze non è che sia particolarmente accomodante in casi del genere. Ecco perché Russo si è affidato alla Fir, Fondazione italiana risparmiatori, la quale tra l’altro gli ha offerto gratuitamente un patrocinio legale. La vicenda ha inizio nell’agosto di quest’anno quando l’impiegato statale ha acquistato su Ebay un vecchio mobile in legno. Una volta arrivato a destinazione vi ha rinvenuto all’interno, in un cassetto, il Bot da 500mila lire.

Il titolo, del quale l’interessato non aveva mai avuto contezza, è stato subito fatto stimare da un consulente contabile dell’associazione guidata da Roberto Iannuzzi che, appena qualche giorno prima di Natale ha valutato un rimborso, con il favore degli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, dalla data di emissione a quella del ritrovamento: 498.450 euro. Davvero una gran bella somma. L’uomo ha quindi conferito mandato all’ ufficio legale della Fir per agire al fine del recupero della somma presso la Banca d’Italia ed il Ministero delle Finanze obbligati in solido ad “onorare” tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana. «È stata una bellissima sorpresa, oltre che inaspettata - ha commentato Russo - Adesso mi auguro che tutto vada per il meglio ed avere la possibilità di dare migliori condizioni di vita ed un futuro più roseo alla mia famiglia».

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