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Fondazione Natuzza-Diocesi, da Roma sostegno al Vescovo ma arriva l'invito a trovare un percorso condiviso

Calabria
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La chiesa all'interno della Fondazione durante uno dei recenti raduni
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MILETO - La Santa Sede, ancora una volta, si schiera con il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, nella vicenda che lo vede in posizione di contrasto con la Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, nata su ispirazione della mistica di Paravati Natuzza Evolo.

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LA FONDAZIONE CUORE IMMACOLATO
DI MARIA RIFUGIO DELLE ANIME

Dopo che il primo agosto dello scorso anno il presule miletese aveva revocato l’autorizzazione allo Statuto fondativo della Fondazione (LEGGI) si era aperta una lunga vicenda conflittuale culminata in alcuni decreti del vescovo stesso che disconoscevano la legittimità di due convocazioni di assemblea e con esse anche le successive elezioni del nuovo direttivo dopo che il precedente era venuto meno a seguito di dimissioni a catena frutto proprio della querelle tra l’ente religioso e la diocesi.

(LEGGI IL DETTAGLIO DELLE MODIFICHE CHIESTE DAL VESCOVO)

Contro quest’ultimo atto del vescovo, che in sostanza disconosceva la validità dell’elezione e quindi del mandato del nuovo presidente, Pasquale Anastasi, la Fondazione ha presentato un sorta di ricorso alla Congregazione per il clero della Santa Sede guidata dal Cardinale Beniamino Stella.

LEGGI LA NOTIZIA SULLA DECISIONE DEL VESCOVO
DI BLOCCARE LE ASSEMBLEE DELLA FONDAZIONE

Negli scorsi giorni è giunta la decisione di Stella che in fatto e in diritto dà pieno sostegno all’operato del vescovo Renzo. Infatti, come il presule miletese sosteneva nei propri decreti, la revoca dell’autorizzazione dello Statuto dello scorso 1 agosto ha fatto sì che nessuno statuto sia attualmente vigente nella Fondazione sotto il profilo canonico e pertanto l’elezione degli organi fatta sulla base di uno statuto non autorizzato è da ritenersi, sotto il profilo canonico, del tutto illegittima.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA DISPOSIZIONE DEL VESCOVO RENZO

La Congregazione, però, va anche oltre perché puntualizza come la stessa Fondazione sia ancora in vita ma dallo scorso 1 agosto esiste «dal punto di vista canonico in quanto non è stata soppressa dalla competente autorità, ma risulta essere priva degli organi di governo a causa della mancanza di un statuto valido».

(LEGGI LA POSIZIONE DEI VESCOVI CALABRESI)

Quest’ultimo passaggio fa riferimento a quanto più volte sostenuto dal vescovo Renzo ossia che il rischio di una liquidazione della Fondazione è molto verosimile in quanto al momento l’unica cosa che l’ha evitata è la mancata comunicazione al ministero dell’Interno della revoca dell’autorizzazione del decreto.

(LEGGI DELLA DEROGA IN QUESTIONE)

In forza di questa decisione di rigettare il ricorso presentato (decisione che tiene anche conto di alcuni errori materiali come ad esempio il fatto che la carica di presidente è variata in due giorni passando da Giuseppe Condello a Pasquale Anastasi con i due che hanno firmato diversi atti qualificandosi entrambi come presidenti), la Santa Sede di fatto ribadisce la necessità da parte degli enti spirituali dell’obbedienza alla gerarchie ecclesiastiche a partire da quelle diocesane.

In ogni caso la Congregazione per il Clero, oltre alla missiva principale con cui ha respinto il ricorso della Fondazione, ha anche scritto alla diocesi e alla Fondazione stessa invitando, in sostanza, le due istituzioni a ritrovare un percorso condiviso che possa far superare questo momento di crisi.

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