Salta al contenuto principale

Cosenza, Sorical: «In città c'è più acqua del necessario», l'erogazione discontinua sarebbe dovuta alle tecniche di manovra

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Il governatore Oliverio durante la presentazione
Tempo di lettura: 
2 minuti 55 secondi

COSENZA - NON c’è acqua? Il Comune non ha preservato la sperimentazione eseguita da Sorical. È la posizione dell’azienda che gestisce le acque calabresi, ribadita ieri in occasione della presentazione del libro “La rete idrica di Cosenza” di Giuseppe Viggiani nella sede di Confindustria.

«La città ha circa il doppio dell’acqua che dovrebbe avere – ha spiegato l’ingegnere idraulico di Sorical – Dovrebbe avere un’erogazione ottimale, invece è sempre stata discontinua, soprattutto nei quartieri centrali. Il 4 dicembre fu raggiunto un accordo per eseguire una sperimentazione, una modalità di manovra nuova. In alcune zone l’erogazione era passata da poche decine di minuti al giorno al pieno servizio fino alla serata. Un’esperienza avvincente. Il Comune parallelamente ha fatto la sua parte. Le manovre hanno migliorato di molto la situazione in città, ma il problema persiste».

La ragione, forse, è spiegata in un paragrafo del volume, pubblicato in estate da Falco Editore, dal titolo “Mantenimento dei risultati conseguiti”: «È strettamente necessario preservare, da parte dell’Amministrazione comunale, le modalità di manovra definite nel corso della sperimentazione – si legge –. In particolare è cruciale la coincidenza fra chiusura serale delle immissioni in rete e vuotamento dei serbatoi, almeno fino a quando non si procederà a una distrettualizzazione della rete». «Anche quest’anno c’è stata siccità – ha spiegato Viggiani –. All’Abatemarco mancano 107 litri al secondo, 14% in meno rispetto alla normale portata. L’anno scorso il deficit arrivò al 27%. La magra è dimezzata rispetto allo scorso anno, ma l’erogazione è peggiorata: questo non ha nulla a che fare con gli acquedotti».

Esiste, quindi, un problema di rete. Ha provato a spiegarlo l’ingegnere Giovanni Ioele, direttore dei lavori per l’opera di ingegnerizzazione delle reti idriche della Regione: «Quando la rete va in pressione, la zona nord tira più acqua. Esiste poi un problema di dispersione. Durante la notte tantissima acqua finisce in rete: è impossibile che venga consumata, come è impossibile che ciò sia dovuto a perdite, la città starebbe galleggiando. La spiegazione che ci siamo dati è che l’acqua va in autoclavi senza sistemi autobloccanti funzionanti, e quindi finisca direttamente nella fognatura».

«I serbatoi non sono tutti del gestore, alcuni sono del Comune – ha ricordato Paolo Veltri, ex direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Unical –. Il patrimonio idrico generale è tutt’altro che disprezzabile: oltre 550 litri pro capite al giorno, a fronte di una necessità di 350 litri. Non può essere solo un problema di perdite. Che sono state individuate e in parte risolte. La risorsa si deve accumulare nelle ore di maggior richiesta, per poi essere distribuita tra i vari serbatoi. Ma se non c’è dialogo tra di loro, non è possibile la distrettualizzazione delle reti. A chi mi chiede il perché di tutto questo, dico di rivolgersi al Comune».

«Un amministratore, più che aprire duelli, dovrebbe fornire soluzioni per i problemi – ha affermato il governatore Mario Oliverio, a cui sono state affidate le conclusioni dell’incontro –. Noi abbiamo sbloccato la diga del Menta che porta l’acqua a Reggio Calabria. Un’opera costata 250 milioni, rimasta ferma per decenni. Stiamo per sbloccare l’invaso del Metramo, destinando 26 milioni. Stiamo valutando il recupero della diga dell’Esaro. Abbiamo il problema delle reti, su cui stiamo intervenendo con i lavori di ingegnerizzazione. Ma dobbiamo ammodernarle anche attraverso contatori digitali che facciano emergere l’abusivismo. Per quanto riguarda la gestione, i cittadini hanno diritto alla trasparenza, devono sapere come stanno le cose. Vogliamo chiudere il passaggio di Sorical da società mista a soggetto interamente pubblico. Su questo punto mi sono sempre speso: la gestione dell’acqua deve essere pubblica».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?