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Terremoto all'Unical, gli studenti sfiduciano il Rettore

A sei mesi dalla fine del mandato l'attacco a Crisci

Calabria
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Il rettore Gino Crisci
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RENDE (COSENZA) - Il Consiglio degli studenti propone una mozione di sfiducia nei confronti dle rettore Gino Crisci, che dovrà essere messa al voto in Senato Accademico. Un atto che arriva a sei mesi dal voto per il rinnovo del rettore e probabilmente servirà più che altro a vedere che posizione avranno i singoli senatori.

Di certo, comunque, si tratta di un vero terremoto del tutto inatteso che ha portato gli studenti a scendere in campo con decisione contro il rettore. 

Diverse le accuse in tre pagine di documento (il cui testo è consultabile integralmente qui) ma tutte legate da una considerazione comune: «In questi ultimi anni - si legge nel testo - la nostra Università giorno dopo giorno sta arretrando in un inesorabile declino».

Per gli studenti «il quadro che si riscontra è desolante», a cominciare dal «numero degli iscritti da anni ormai drammaticamente in calo, mentre il tasso di abbandono e di studenti fuoricorso è in continuo aumento. In cinque anni abbiamo perso oltre 5 mila studenti, passando dai 31.499 dell’A.A.2012/13 ai 26.324 dell’A.A.2017/18», ma senza dimenticare che «l’offerta didattica risulta essere obsoleta e distaccata dalle esigenze del mondo del lavoro. Le attività di orientamento, soprattutto quelle post lauream, oltre ad essere inadeguate risultano anche inopportune, in quanto rivolgono la propria attenzione quasi esclusivamente al mondo dei call center».

Inoltre, una delle accuse più pesanti riguarda la legalità perché secondo gli studenti «oggi l’Unical si presenta essere una realtà in cui pratiche come la legalità, la trasparenza e il rispetto delle regole e delle persone sono sempre più evanescenti». 

Un durissimo j'accuse che spazia tra vari argomenti (per scoprirli tutti clicca qui) per poi giungere alla conclusione che «oggi l’Unical, purtroppo, si presenta essere un posto peggiore di quello che abbiamo trovato e la sua regressione non si evince solo dai numeri ma brilla soprattutto sul piano culturale ed etico. Crediamo, pertanto, che sia arrivato il momento che le coscienze sane del nostro ateneo prendano in mano la situazione, perché la nostra Università merita una guida migliore e non un Rettore che, pur di “tirare a campare”, continua ad agire oltre le regole e il buon senso, ricorrendo, talvolta, finanche a pratiche deprecabili quali minacce, ricatti e ritorsioni nei confronti delle persone e delle strutture “disallineate” dalla sua linea politica».

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