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Il premio Bellisario a una neolaureata dell'Unical

L'Oscar delle donne nato per celebrarne il talento

Calabria
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Roberta Monteleone assieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella
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C’È anche una ventiquattrenne calabrese tra le vincitrici della 31ma edizione del premio “Marisa Bellisario”, l’Oscar delle donne nato per celebrare – nel ricordo della prima grande manager donna italiana – il talento e l’impegno femminili.

Si chiama Roberta Monteleone (FOTO), abita a Rende e si è laureata a dicembre in Ingegneria gestionale all’Unical con 110 e lode. Impegnata ora in uno stage presso lo stabilimento vibonese della General Electric (oggi Bhge), Roberta ha ricevuto la “mela d’oro” nella categoria neolaureate che quest’anno ha premiato la migliore studentessa, fresca di titolo, per i corsi di laurea in Ingegneria gestionale, Ingegneria elettrica e Ingegneria aerospaziale. La selezione – affidata alle aziende Acea, Leonardo Company e Terna – ha coinvolto oltre 40 atenei italiani.

«Un’esperienza molto emozionante – ha raccontato Roberta dopo la cerimonia (ieri trasmessa dalla Rai) e l’incontro con il presidente Sergio Mattarella – Ed è stato anche bello scoprire la grande considerazione di cui la nostra università gode fuori regione».

Specializzata in Gestione dei Sistemi Industriali, Roberta spera di lavorare nel mondo della produzione e quindi nel settore manifatturiero. «Ho svolto il mio lavoro di tesi all’estero durante un periodo tirocinio alla GridDynamics, azienda di servizi informatici, a Cracovia, lavorando a stretto contatto con i knowledge manager. Mi sono occupata della progettazione di due piattaforme digitali per il training e il career development dei dipendenti, utilizzando l’approccio del Business Analyst. Ho quindi legato due concetti estremamente discussi nei mercati attuali: l’informatizzazione di tutti i processi di business (compresa la formazione) – racconta – e l’attenzione crescente delle aziende verso le risorse umane».

 Dal suo lavoro è venuto fuori che, pur in piena rivoluzione 4.0, il ruolo dell’uomo è tutt’altro che marginale. «Dalla mia tesi emerge come in tutti i settori, dall’It al manufatturiero, il capitale umano stia diventando l’arma competitiva che permette di fare la differenza e vincere la partita. Allocare del budget per la formazione dei dipendenti non è più visto come un costo, ma un investimento – spiega Roberta – Le aziende richiedono personale fortemente competente e difficilmente sostituibile, il cui punto di forza risiede nella conoscenza e sempre meno nella abilità manuale. Insomma, l’industria 4.0 non diminuisce i posti di lavoro, semplicemente richiede personale altamente qualificato».

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