Salta al contenuto principale

Sanità, i bilanci complicano la questione Calabria

Buco al "Pugliese-Ciaccio": mancano fondi regionali

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
L'ospedale "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
1 minuto 54 secondi

COSENZA – Il problema dei bilanci di aziende e ospedali delal Calabria sta diventando sempre più importante. E’ la ragione principale del rinvio del tavolo di verifica, perché attualmente sia l’Asp di Cosenza che quella di Catanzaro non hanno chiuso i rispettivi bilanci. E in mezzo c’è anche il caso del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, che ha chiuso il bilancio con una perdita di esercizio di 20.4 milioni di euro.

DOVE SONO I FONDI?

C’è la ristrutturazione di Neurologia dove l’azienda «ha sostenuto costi per circa 500 mila euro attingendo alla spesa corrente, non essendo stati garantiti finanziamenti dedicati a fronte dell’obbligo di attivazione della Stroke Unit». Stesso vale per l’adeguamento del servizio trasfusionale. «Per tali attività l’AOPC ha sostenuto costi per circa 3 milioni di Euro non finanziati specificamente dalla Regione Calabria, ma resi disponibili attingendo ai finanziamenti per la spesa corrente con aggravio ulteriore per l’equilibrio di bilancio e conseguente incremento del disavanzo». Per Ostetricia e ginecologia e le ristrutturazioni obbligate dal commissario costi di «1 milione di euro che, sommati ai precedenti, hanno globalmente inciso sulla spesa corrente e, conseguentemente, in maniera rilevante e grave sull’equilibrio di bilancio per circa 4 milioni e mezzo di euro».

L’ASP NON PAGA AFFITTO

C’è poi il caso degli affitti che l’Asp non paga per tenere gli uffici nel plesso “Madonna dei Cieli”«Sarebbe opportuno, ai fini dell’equilibrio di bilancio e del piano di rientro, prevedere un adeguato canone di fitto omnicomprensivo» si legge nella relazione.

TAGLI POSTI LETTO E BARELLE DI FORTUNA

Tutto questo a fronte di un progressivo taglio dei posti letto passati dai 574 del 2012 ai 508 del 2018 (+7.17%). Questo ha imposto «l’utilizzo di “barelle” e di “ricoveri in appoggio” presso altri reparti, con grave carico operativo sul personale in servizio e disagio per i pazienti, determinando quindi altissimi indici di occupazione».

PERSONALE RIDOTTO

Anche il personale è all’osso, da 2mila 022 unità si è passati a 1.506 unità, a fronte della precedente “dotazione organica” pari a 2.022 unità.

FINANZIAMENTO TAGLIATO

Tutto questo a fronte di «una progressiva riduzione del finanziamento regionale, da oltre 146 milioni di euro del 2008 a 45 milioni del 2018, con una variazione percentuale pari al 68%. Tale quadro è stato sensibilmente aggravato dalla iscrizione a bilancio di una quota rilevante di sopravvenienze passive e di costi per spese legali ed interessi».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?